Manfredini (Lega): emissioni Co2, cosa fa la Regione?

“Secondo una ricerca, che sarebbe stata condotta dalla Sec, e commissionata da Ecoway, l’Emilia-Romagna sforerebbe di oltre 175mila tonnellate (pari al 2,81)” il limite massimo di produzione di anidride carbonica fissato per le aziende comprese nel Piano Nazionale di Allocazione per il 2006. È quanto segnala in un’interrogazione Mauro Manfredini della Lega Nord che chiede alla Giunta regionale cosa intenda fare (e con quale tempistica) perché la produzione di Co2 rientri nei parametri stabiliti e, inoltre, vuole anche sapere se la Regione ritenga opportuno accertare i danni provocati dalle continue emissioni di questo gas.

Il consigliere del carroccio riporta alcuni dati relativi alle emissioni di Co2 prodotte nel 2006 in regione dagli stabilimenti industriali: Modena guiderebbe la classifica dei capoluoghi più virtuosi con un -17,02%, seguita da Bologna (-9,54%) e quindi da Rimini ( -3,42%) e Ravenna (-2,48%), Parma invece sarebbe in testa a quelli meno virtuosi con un +16,72% di emissioni, seguita da Reggio-Emilia (+ 8,20), Ferrara (+7,30) e Piacenza (+4,25).

Tra i 91 stabilimenti emiliano-romagnoli appartenenti a diversi settori produttivi oggetto della ricerca, riferisce ancora Manfredini, emergerebbe poi che mentre l’industria vetraria avrebbe prodotto anidride carbonica al di sotto del limite consentito e così pure l’industria ceramica e quella che della calce e del cemento, al contrario sarebbero risultate in aumento le quantità di Co2 emesse nelle aziende produttrici di energia (centrali termoelettriche, impianti di combustione e di teleriscaldamento con un +4,7% della quota stabilita) e così anche quelle dell’industria di materiali ferrosi e di raffinazione.