Mercato del lavoro a Modena: cresce occupazione ma anche liste di mobilità



Nei primi sei mesi del 2007 l’occupazione nel modenese si è rafforzata, con una crescita della forza lavoro (più 3,6 per cento arrivando a 326 mila unità) e un aumento delle persone impiegate: sono 314.950, cioè il 3,5 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2006. Il tasso di disoccupazione generale è sostanzialmente stabile al 3,4 per cento, quello femminile al 5,1 per cento. Tra le donne aumenta il tasso di occupazione che a luglio era del 63,2 per cento, quasi un punto percentuale in più rispetto al luglio 2006.


Dal Rapporto dell’Osservatorio provinciale sul mercato del lavoro “emerge quindi chiaramente la fotografia di una realtà allo stesso tempo solida e dinamica, di piena occupazione: il ritratto di un sistema che, grazie alla sua ampia diversificazione produttiva, alle strategie di innovazione e all’elevata propensione internazionale, conferma livelli di competitività importanti” ha affermato l’assessore provinciale al Lavoro Gianni Cavicchioli introducendo giovedì 20 settembre la presentazione dei dati che tengono conto dell’indagine campionaria sulle forze di lavoro e dell’attività dei Centri per l’impiego.

Per Cavicchioli, però, non si possono sottovalutare i segnali dati dall’aumento delle liste di mobilità:
dei 4.852 lavoratori iscritti alle liste di mobilità a fine giugno, 1.055 sono del settore tessile abbigliamento dal quale, comunque, arrivano segnali di ripresa con un calo di un centinaio di persone rispetto all’anno scorso. Nella ceramica, invece, la situazione è più critica con l’aumento di oltre 200 unità in 12 mesi: da 456 a 659 persone in mobilità. Sostanzialmente stazionari i settori della meccanica (651) e del commercio (507), aumentano leggermente quello delle costruzioni (da 301 a 354), quello dell’alimentare (da 128 a 169) e quello dei trasporti (119 a 155).
“Sono dati – ha spiegato l’assessore Cavicchioli – che testimoniano di una riorganizzazione in atto nel tessuto produttivo. I cambiamenti stanno avvenendo, tuttavia, in un momento in cui l’economia modenese vive una fase espansiva. Non mancano quindi le opportunità di riassorbimento dei lavoratori in uscita, attraverso una qualificazione e innovazione del sistema produttivo e delle professionalità che formano il mercato del lavoro”.

Il Rapporto, inoltre, evidenzia un aumento delle comunicazione degli avviamenti al lavoro, e delle relative cessazioni, dovuto in particolare alle misure introdotte dal governo a inizio anno per contrastare il lavoro sommerso: gli avviamenti sono passati da poco più di 55 mila a 77 mila, con quasi 11 mila comunicazioni in più tra quelle già soggette a obbligo.
“La conferma – ha osservato Cavicchioli – che la comunicazione preventiva ai Centri per l’impiego dell’assunzione ha permesso di portare alla luce situazioni che in precedenza, grazie ai cinque giorni disponibili, rimanevano nell’ombra: i soliti furbetti la effettuavano solo in caso di infortunio mantenendo i lavoratori in situazione di illegalità anche per diverso tempo”.