Sequestrate tra Parma e Reggio 44 tonnellate di pesce



In una operazione orientata al contrasto dell’introduzione illecita sul territorio nazionale di prodotti provenienti dal sudest asiatico, la Guardia di Finanza di Parma e Reggio Emilia ha sequestrato, in due magazzini di una società gestita da cinesi, 44 tonnellate di pesce mal congelato.


L’attività delle Fiamme Gialle ha permesso – informa un comunicato della Guardia di Finanza –
di individuare una società, gestita da persone di
nazionalità cinese, dedita all’importazione di prodotti
alimentari e bevande fermentate stoccate in due magazzini siti nelle province di Parma e Reggio Emilia, peraltro sprovvisti delle previste autorizzazioni in materia sanitaria.
Il controllo – aggiunge il comunicato – ha permesso di rinvenire, presso l’unità locale di Parma, 11,5 tonnellate di pesce e crostacei congelati detenuti in cattivo stato di conservazione, nonchè 160 chilogrammi di celenterati non destinabili comunque all’alimentazione umana.
Inoltre sono stati trovati alcuni esemplari di una varietà del pesce castagna (pampus argenteo) non
rinvenibile nei nostri mari.
Il prodotto congelato – precisa il comunicato – era stoccato all’interno di una cella frigorifera non autorizzata, dal punto di vista sanitario, a conservare prodotti alimentari e sovraccaricata rispetto alla capienza prevista, rendendo
difficoltoso il mantenimento delle idonee condizioni di temperatura in tutte le aree della stessa, così interrompendo la catena del freddo.
A Reggio Emilia sono stati sequestrati oltre 29mila litri di bevande alcoliche di
contrabbando unitamente a ulteriori 32,5 tonnellate di pesce congelato immagazzinate, anche in questo caso, senza la prescritta autorizzazione. Il responsabile è stato denunciato per sottrazione del prodotto all’accertamento e al pagamento dell’accisa sull’alcol e sulle bevande alcoliche.

L’operazione della Guardia di Finanza ha impedito l’immissione in consumo di generi alimentari potenzialmente pericolosi per la salute, ha portato al sequestro dei prodotti rinvenuti e alla denuncia all’autorità giudiziaria di Parma del rappresentante legale della società per i reati di cui agli articoli 5 e 12 della legge 30-4-1962 numero 283 per aver detenuto sostanze alimentari, destinate al consumo
umano, in cattivo stato di conservazione e non rispondenti ai requisiti prescritti dalla citata legge e, come tali, non destinabili all’alimentazione umana in quanto nocivi.
Le indagini – conclude il comunicato – proseguono per risalire ai fornitori della merce sequestrata, nonchè per le successive contestazioni di natura fiscale.