A Nonantola apre un Centro diurno per pazienti affetti da demenze

Aprirà il 27 settembre a Nonantola un nuovo Centro diurno per persone non autosufficienti, soprattutto anziani affetti da patologie di tipo cognitivo. La struttura, realizzata grazie al Comune di Nonantola ed al Distretto sanitario di Castelfranco Emilia, sarà avviata gradualmente: inizialmente ospiterà dieci persone affette da demenze per le quali sono già state effettuate le valutazioni da parte della unità di valutazione geriatria territoriale.

A regime potrà accogliere 20 ospiti. La sede è in piazza Guido Rossa n. 16, adiacente alla palazzina sede dei servizi sanitari territoriali, e resterà aperto dalle 7.30 alle 17.30 (tra alcuni mesi la chiusura sarà posticipata alle 19.30 e verrà data la possibilità di cenare). Il Comune di Nonantola ed il Distretto sanitario di Castelfranco hanno annunciato adesso l’apertura del nuovo Centro diurno perché proprio in questi giorni ricorre la quattordicesima settimana dell’Alzheimer.

Il centro diurno avrà valenza distrettuale e potrà quindi ospitare utenti residenti nei comuni distretto n. 7: Castelfranco, Nonantola, San Cesario, Bomporto, Ravarino e Bastiglia. Si tratta di un ulteriore punto di riferimento nel territorio al problema delle demenze e più in generale ai progetti di conoscenza e gestione della non autosufficienza. Scopo principale della struttura è permettere ad ogni ospite di migliorare la qualità di vita sul piano fisico, funzionale, sociale, emotivo e psicologico. Sarà anche di supporto alla supporto alla famiglia in quanto saranno offerte opportunità di socializzazione ed interventi terapeutici individuali e a piccoli gruppi.

L’apertura del nuovo Centro diurno di Nonantola si inserisce nel progetto regionale demenze che cinque anni fa ha dato l’avvio nella nostra provincia e nel distretto sanitario di Castelfranco alla formazione e allo sviluppo della rete dei servizi. La demenza, infatti, non può essere affrontata come un problema a se stante ma richiede integrazione e continuità assistenziale nella gestione delle varie fasi della malattia. Il primo interlocutore per il soggetto affetto da disturbi cognitivi è il Medico di medicina generale che può avvalersi della consulenza di specialisti del consultorio geriatrico per la diagnosi, la formulazione del progetto assistenziale complessivo, la gestione delle emergenze, l’aggiornamento del piano terapeutico. I sanitari, a loro volta, devono avere conoscenza dei servizi attivabili sul territorio (gruppi di aiuto, assistenza domiciliare, centro di ascolto, centro diurno, residenze), dell’attività dei volontari ed in particolare all’Associazione Familiari Malati di Alzheimer per non far sentire sole le famiglie di fronte ad un problema così grave come quello delle demenze.