“Le malattie reumatiche e la realtà modenese”: convegno

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena e in specifico la Struttura Complessa di Reumatologia diretta dal professor Clodoveo Ferri ha aderito con entusiasmo al, progetto di “diffusione dell’Informazione” chiamato “Athena” (la dea della conoscenza), voluto dall’Associazione Malati Reumatici dell’Emilia Romagna (AMRER), organizzando un primo incontro, domani, al Centro Didattico Interdipartimentale dell’Università degli Studi di Modena e Reggo Emilia, via del Pozzo, aula T02, a partire dalle 9,30.

L’AMRER sta infatti organizzando, sotto la guida della nuova presidentessa Signora Guerrina Filippi, una serie di incontri nella varie province della Regione per sensibilizzare la cittadinanza sulle problematiche e sulle implicazioni socio-assistenziali dei pazienti. Gli incontri che vedono coinvolti specialisti reumatologi, esperti del settore sociale e pazienti offrono l’opportunità a chi vi partecipa di intervenire direttamente con proprie domande, osservazioni e spunti di approfondimento alle esposizioni degli esperti.
L’incontro del Policlinico di Modena sarà aperto alle 9,30 da un intervento dell’Assessore alla Sanità della Provincia di Modena, dottor Maurizio Guaitoli, del preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, professor Aldo Tomasi, e del Direttore Sanitario del Policlinico, dottor Maurizio Miselli. La giornata sarà moderata dal professor Clodoveo Ferri e dal dottor Daniele Conti (AMRER).

I temi trattati sono numerosi. “Parleremo dei progetti di ricerca e didattica della struttura reumatologica del Policlinico – ci ha detto il professor Ferri – che segue annualmente oltre 4000 pazienti cronici ogni anno ed è un punto di riferimento nazionale per alcune connettiviti e malattie rare”. Tra i vari argomenti, spiccano le ulcere vasculitiche e la loro influenza sul dolore cronico in reumatologia, un tema sul quale il Policlinico di Modena è all’avanguardia dopo l’attivazione di un ambulatorio dedicato alla terapia delle ulcere associate alle malattie reumatiche. “Si tratta di una patologia diffusa – ci ha detto la dottoressa Dilia Giuggioli della Struttura Complessa di Reumatologia – per curare la quale al Policlinico ci serviamo di medicazioni avanzate e tecniche di bioingegneria come i trapianti di cute, oltre che dei recentissimi fattori di crescita dei tessuti”.

Sarà presentato, inoltre, il nuovo ambulatorio della “early arthritis” – attivo da circa un anno – che permette un rapido accesso alle strutture di riferimento con la possibilità di visite ambulatoriali in tempi brevi e rappresenta una sfida sia per il clinico, che deve porre la diagnosi, che per il sistema sanitario che deve agevolarne il percorso. La diagnosi e terapia delle artriti in fase precoce può infatti frenare l’evoluzione della malattia e ridurre quindi i danni funzionali articolari.

Altro tema importante dell’incontro modenese sarà l’osteoporosi e i suoi fattori di rischio. “In passato – ci ha detto il dottor Luigi Bernini, responsabile dell’ambulatorio per l’Osteoporosi – si liquidava l’osteoporosi come una ineluttabile malattia causata dall’età. In realtà essa è legata a precisi fattori di rischio che vanno assolutamente presi in considera-zione per un’accurata prevenzione. Il Centro per la diagnosi e la prevenzione dell’osteoporosi del Policlinico di Modena si occupa proprio di valutare tutti i fattori di rischio come le abitudini di vita, le malattie e i farmaci assunti (soprattutto cortisonici). Il più rilevante di essi è la perdita di massa ossea che è la resistenza dell’osso misurabile con una semplice densitometria”.

Verrà inoltre illustrata l’esperienza di aiuto psicologico ai pazienti affetti da patologia cronica. Nel corso della manifestazione verrà illustrato l’esperienza dei Gruppi di Auto Mutuo Aiuto, già attivi da qualche tempo al Policlinico dove il paziente può incontrare altre persone con problemi simili, confrontandosi con essi sul terreno dell’esperienza, grazie alla mediazione di uno specialista.