Ptcp, 1a sessione tematica sulla sicurezza del territorio

Giornata di lavori oggi nella Sala del Consiglio della Provincia sul Ptcp, il Piano territoriale di coordinamento provinciale. L’incontro era presieduto dagli assessori all’Ambiente Alfredo Gennari, alla Protezione civile Luciano Gobbi e al Paesaggio Giuliana Motti. Al centro del tavolo di quella che è stata la prima sessione tematica, in vista della redazione del prossimo Piano, il tema della sicurezza e conservazione attiva delle risorse ambientali. Dalle frane al rischio idraulico a quello sismico, questi i temi su cui amministratori e tecnici si sono confrontati, con il contributo di diversi esperti in materia.


“Attraverso il percorso di pianificazione che porterà alla redazione del Ptcp, e che prevede una suddivisione tematica dei momenti di confronto, amministratori e tecnici sono messi nelle condizioni di impostare un lavoro incentrato sulla prevenzione, in questo caso dei rischi di dissesto, sismici e idraluci – ha spiegato l’assessore Gennari -In questo modo si raggiunge l’importante obiettivo politico, ma anche tecnico, diarrivare una pianificazione che non dipenda dalla pressione dell’emergenza”.

L’assessore Gennari ha infine detto: “Consideriamo la politica della sostenibilità come il motore di uno sviluppo economico e sociale di qualità per questo territorio”.
“Il tema della sicurezza del territorio rientra tra le priorità che la Giunta provinciale ha individuato per la propria azione amministrativa – ha affermato l’assessore Gobbi – Le relazioni della sessesione tematica hanno a questo proposito rappresentato un contributo importante, approfondendo i contenuti deli diversi settori. Il Ptcp quindi conterrà e svilupperà a pieno questo importante obiettivo politico di legislatura, incentrato sulla sicurezza del territorio”.

Fra i relatori dell’incontro di oggi anche Alessandro Corsini dell’Università di Modena e Reggio, che ha sottolineato “l’importanza di integrare la conoscenza sui fenomeni franosi, considerando anche la probabilità di occorrenza di frane di neoformazione di superficie che, per le loro caratteristiche specifiche, hanno una breve persistenza nel territorio. Questo tipo di frane infatti sfugge alla normale analisi svolta per l’inventario del dissesto, ma provoca rilevanti danni a strade collinari e terreni agricoli”. A questo proposito nel corso dei lavori sono stati illustrati anche alcuni dei risultati di uno studio che censisce queste frane sul territorio e consente così di avere un quadro aggiornato del territorio. Tale studio è frutto di un protocollo di intesa fra Università e Provincia ed è il primo nel suo genere a livello nazionale. Nel solo biennio 2004-2005 sono state 885 le frane superficiali censite: “Questo strumento – ha affermato Andrea Tagliavini, dirigente dell’Area tecnica della Provincia – ci consente di individuare le zone a rischio in una prospettiva futura, quindi di orientare la pianificazione in modo adeguato, perseguendo al meglio l’obiettivo della sicurezza del territorio”.