Fluxxus debutta in Emilia Romagna



Una rassegna di tre giorni, il 28, 29 e 30 settembre a Forlì e Modena, per ragionare di integrazione ed inclusione sociale, ma soprattutto per valorizzare le espressioni artistiche e culturali dei cittadini che, immigrati nel nostro paese, si preparano con noi a diventare europei.

Fluxxus prevede l’esibizione di proposte creative ed artistiche elaborate da varie comunità presenti sul territorio italiano, con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio di diversità espressive, spesso sconosciute o poco indagate.

L’iniziativa prevede inoltre focus dedicati a temi specifici: cittadinanza e convivenza, integrazione culturale, microcredito e microfinanza, valorizzazione dei talenti delle nuove comunità. I seminari tematici intendono richiamare l’attenzione sul contributo che lo scambio di esperienze culturali e sociali interetniche possono dare alla convivenza: per considerare l’accoglienza non come emergenza, soccorso e carità, ma come “etica del vivere insieme” da trasmettere alle future generazioni.

I materiali artistici che saranno presentati nel corso della rassegna Fluxxus sono danze, musica, canti, video, brani di composizione letteraria di nuovi cittadini italiani, di origine albanese, senegalese, ivoriana, rumena, ghanese, armena, colombiana, ruandese, bielorussa, provenienti da varie regioni italiane. Significano la persistenza e l’attaccamento di altre culture che si riproducono sul territorio italiano, come anche la contaminazione di forme originarie di espressività artistica con la lingua, i ritmi e i modi italiani. E inoltre una mostra fotografica dal titolo “Gli italiani visti da…”, volta a scoprire il punto di osservazione delle diverse comunità su caratteristiche, abitudini e peculiarità di noi italiani.

Fluxxus apre a Forlì il 28 settembre con una giornata dedicata alle donne immigrate, che rappresentano il 50 per cento dei nuovi cittadini in Italia, alla loro cultura, alla loro capacità di fare impresa e alla loro produzione artistica; ma anche per ragionare di antipovertà e del ruolo che il microcredito, e il mondo creditizio più in generale, possono avere all’interno delle comunità. Sono spesso le donne ad avere maggiori problemi, devono combattere contro la segregazione , l’analfabetizzazione e i pregiudizi di genere in termini di giurisprudenza e di religione.

L’iniziativa culturale e sociale prosegue a Modena il 29 settembre con una sessione di seminari, cui intervarranno sociologi, giornalisti, esponenti del mondo politico, sindacale e bancario, editori, economisti, italiani ed immigrati, per riflettere su “cittadinanza e convivenza” per indagare le categorie di “stranierità” e ospitalità, di attenzione alle politiche di accoglienza che dovrebbero prevedere, in tempi brevi, interventi a favore dell’istruzione. Ma anche per parlare di “identità” etnico-culturale, creatività e gestione del talento, analizzare il rapporto con il tempo libero di prodotto e di consumo delle comunità presenti nel nostro paese.
Fluxxus chiude a Modena domenica 30 con la rassegna di musica, danza, spettacolo, video dei nuovi cittadini, la proiezione del film “Io, l’Altro” prodotto da Treespictures e distribuito da Twentieth Century Fox, una degustazione di “cibi dal mondo” e la presentazione di “Africa”, DVD di Red Ronnie.

La Regione Emilia Romagna, ospitando e sostenendo questa prima edizione della rassegna insieme a CNA di Modena, Provincia di Modena, Assessorato alla Cultura del Comune di Modena, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Assessorato alle Politiche di Welfare e alla Pari opportunità di Forlì, conferma la consolidata vocazione a favorire l’accoglienza e sostenere responsabilmente la promozione della cultura, dei pari diritti e delle pari opportunità, della sensibilità sociale e culturale.
Fluxxus, ideato e diretto da Marina Caleffi, con la collaborazione di Luciano Pinelli, Isa Ferraguti, Lilia de Santis, è promosso tra gli altri da Arcadia e Ghanacoop. Avrà una scadenza annuale e si pone, inoltre l’obiettivo di essere laboratorio, piattaforma di scambio e di conoscenza, luogo di produzione e collegamento tra le risorse creative delle nuove comunità. Un osservatorio di tutte quelle espressioni artistiche che possono arricchire “l’industria culturale” del paese.
Perché il futuro del nostro paese si gioca anche sulla capacità di integrare le seconde e terze generazioni dei nuovi cittadini.