Sassuolo: a Braida una donazione che fa discutere



“Disguido” tra il Comitato del quartiere Braida e le scuole primarie Collodi. Da alcuni mesi la scuola sta lavorando ad un progetto di storia della città di Sassuolo, una sorta di laboratorio in cui si è discusso delle sue origini, di come è diventata la capitale della piastrella, degli usi e costumi che la interessano anche attraverso colloqui con anziani.

L’iniziativa è partita con difficoltà a causa della mancanza di fondi, le Collodi hanno battuto cassa al Comune che però non aveva fondi, arrivati invece dal comitato Braida.
“Abbiamo consegnato alle scuole 400 euro – racconta il Presidente del comitato Francesco Battani – 200 alle scorse Fiere d’ottobre ed altri 200 a Natale vendendo in Piazza piccoli presepi fatti dalla scuole. Abbiamo anche cercato un’azienda che potesse finanziarli senza chiedere nulla in cambio e senza fare pubblicità a questa come ad altre raccolte fondi che facciamo solo per la voglia di farle”.


Il problema nasce proprio in questi giorni quando la scuola decide di partecipare alle Fiere d’Ottobre portando in piazza i contenuti del progetto, un appuntamento finito sui volantino pubblicitari stampati dal Comune in cui la scuola ha voluto ringraziare il Comitato della donazione. Peccato che alla voce “progetto realizzato con il contributo di…” non ci sia il Comitato Quartiere Braida ma “La Comune del Parco di Braida”, entrambe le realtà si battono per migliorare il quartiere ma con metodi completamente diversi e a volte visioni opposte di quanto occorre fare.


“Non siamo alla ricerca di notorietà – afferma adirato Battani – siamo l’unico comitato di Sassuolo senza una sede e che non ha mai chiesto soldi al Comune, ci rendiamo conto che forse siamo scomodi e quando diciamo certe cose a qualcuno brucia, ma quanto successo è vergognoso”.

Al momento della consegna dei volantini la scuola si è scusata dicendo di non poter più modificare i volantini stampati dal Comune e che al momento della consegna avrebbero spiegato l’errore che non si capisce come possa essere nato.
“Sulle ricevute dei versamenti bancari c’è il nostro nome corretto e se uno sa leggere non ci sono possibilità di errore, se non sa legge credo sia meglio che cambi mestiere; se invece l’errore è voluto a maggior ragione devono andarsene”.
“Noi non vogliamo nessuna pubblicità, vogliamo che le nostre donazioni restino in sordina e per noi il foglio poteva rimanere bianco ma ad essere presi in giro non ci stiamo, non possiamo tollerare che i meriti di quanto facciamo vadano ad altri, senza per questo avere nulla contro la Comune con cui abbiamo divergenze di vedute ma rispettiamo il loro lavoro”.