Tagli anziani a Modena: Falcone replica a Maletti



Non si placa la polemica sui 150 mila euro stornati dalle rette delle case protette e utilizzati per far fronte alle utenze del campo nomadi di via Baccelliera. Dopo le critiche espresse ieri dal sindacato pensionati Fnp, oggi scende direttamente in campo il segretario provinciale della Cisl.

“Ringraziamo l’assessore Maletti per le precisazioni e prendiamo atto che le risorse per i nomadi sono state effettivamente reperite dalle “entrate da rette” per Rsa e case protette, quindi dalle famiglie. È una scelta politica che ci permettiamo di criticare, perché – spiega Francesco Falcone – per noi prendere il denaro versato dalle famiglie per pagare le rette di Rsa e case protette (aumentate l’anno scorso del 2 per cento) e non usarle totalmente per aiutare gli anziani, significa automaticamente togliere risorse alle famiglie. Esiste un surplus da entrate? Benissimo, allora abbassiamo le rette a carico delle famiglie. Condividiamo le politiche dell’assessorato ai Servizi sociali sulla questione nomadi, la scelta delle micro aree, la distribuzione territoriale in una logica di comunità solidale. Non condividiamo il modo di finanziare questo singolo intervento. Ribadiamo che le risorse avrebbero dovuto essere reperite diversamente”.

Per il segretario Cisl, comunque, questa polemica è l’ulteriore conferma dei rapporti sempre più difficili tra Comune e parti sociali.
“Spiace dirlo, ma a noi pare che la Giunta comunale di Modena si caratterizzi più per la sua autoreferenzialità e arroganza che per la disponibilità al dialogo – afferma Falcone – Il confronto con il sindacato è quasi inesistente, i pochi incontri risultano sterili. A nostro avviso tutto ciò è da imputare al “conservatorismo orgoglioso” di amministratori pubblici poco disponibili al cambiamento, a volte persino ostili. Così non va, bisogna invertire rotta. Questo potrà avvenire quando il Comune accetterà un confronto trasparente e costruttivo sulle priorità del bilancio, come finanziarle, dove e come tagliare le spese, razionalizzare gli interventi. In poche parole – conclude il segretario provinciale della Cisl – quando si deciderà a fare una politica di concertazione seria”.