Reggio Film Festival: in scena Torre e Albertano



Prosegue domani ed entra nel vivo la sesta edizione del Reggio Film Festival, l’ormai tradizionale concorso internazionale di cortometraggi che ogni anno richiama in città giovani film maker di tutto il mondo.
Anche domani la giornata sarà dedicata al femminile, grazie alla presenza di due giovani artiste del panorama italiano: la regista Roberta Torre, autrice di Tano da morire, il suo film d’esordio oggi divenuto un cult, e Anna Albertano, regista e scrittrice.


L’appuntamento è alle 19 al cinema Corso con il reading di alcuni brani del libro La notte di San Giorgio, di e con Anna Albertano. La notte di San Giorgio è un’opera narrativa composta di tre episodi che si svolgono negli anni Novanta e che prendono spunto da immagini cinematografiche, dimensioni reali e immaginarie che a loro volta generano altre fantasie. In un dipanarsi di viaggi compiuti in precedenza o da progettare, luoghi visitati o solo percorsi con la mente, con l’immaginazione tramite lo schermo e soprattutto nei sogni, si attraversano i Balcani.
Questi racconti sono soprattutto frutto d’invenzione, di uno sguardo soggettivo. San Giorgio è una festa diffusa ovunque nella ex Jugoslavia, celebrata non solo dagli zingari, perché è una festa in cui compaiono stratificazioni di culture e riti diversi. La notte di San Giorgio, diventa così simbolo di festa, notte in cui in certi villaggi si salta sul fuoco, come nella sequenza di un film, e in cui tornano anche incubi, faide tra ortodossi e musulmani in Macedonia, l’assedio di Sarajevo. È una notte di meraviglie e di paura, simbolo della follia dei Balcani, di una terra difficile, imprevedibile, dalla storia complessa e poco conosciuta.

Alle ore 21, il cinema Corso ospiterà la regista Roberta Torre che incontrerà il pubblico e proporrà la proiezione di alcuni dei suoi corti d’esordio.
Roberta Torre è considerata la regina dei musical-sceneggiata. È molto amata dal pubblico e dalla critica per le sue mitiche pellicole che, prendendo spunto dalla realtà, spingono grottescamente la storia vera in quella della dimensione fantastica che alleggerisce il peso della cronaca nera, come in Tano da morire. Poi però la Torre cambia gioco e in mezzo a quella grande scacchiera che è il panorama cinematografico cambia e si dirige in una dimensione drammatica e romantica allo stesso tempo. Questa è la mossa della Torre: prendere costantemente in contropiede lo spettatore.

A seguire, dalle 22, proiezione dei corti in concorso. Tanti i temi affrontati, il precariato (Libra, To be or not to be), l’immigrazione (Souvenir), la dislessia (L’amore non ha parole) l’amore di seconda mano (Sleepwalking). Dress è invece una forte critica alla società dell’apparenza e dei consumi, in cui provocatoriamente non vengono mai inquadrati i volti delle persone. Offerte speciali è un omaggio agli uomini che scelgono di essere donna; Portrait of the artist as his muse racconta del tenero e sensuale rapporto tra un artista e la sua anziana modella. The stewardess tratta in modo ironico il tema della bulimia e del ciclo della vita.

A mezzanotte, partirà una nuova programmazione di corti, per una durata complessiva di circa un’ora, che raccoglie le opere selezionate in questa edizione del Reggio Film Festival, che mettono in evidenza una forte componente “nera”.
Il bellissimo Màquina, racconta di una ragazza che, attraverso il dolore e lo sconcerto, scopre la sua nuova natura e trova la strada per riconquistare una perduta armonia. Dalle consuete atmosfere horror orientali, The sisters racconta del morboso rapporto tra due sorelle, una delle quali costretta su un letto a causa di un incidente. Willi, il fumo uccide racconta del terribile rapporto tra una coppia di anziani. El relevo mette in luce in modo cinico e sarcastico la relazione tra un uomo e una donna che per lavoro si vedono molto poco e in pochi minuti devono riuscire a conciliare esigenze diverse.