Poesia Festival: Roberto Galaverni dialoga con Patrizia Cavalli



Patrizia Cavalil, voce fondamentale della poesia italiana, sarà la protagonista del recital in programma questa sera alle 22.30, a Maranello (Auditorium Enzo Ferrari), presentata da Roberto Galaverni, critico letterario.

La Cavalli, maestra della poesia epigrammatica, ha sviluppato nella sua ultima raccolta “Pigre divinità e pigra sorte” (Einaudi, 2006) forme espressive vicine al monologo più ampio e ragionato, e un’attitudine riflessiva di genere filosofico intorno ai misteri di ciò che solo in apparenza è chiaro: le ragioni e le condizioni del piacere e del dolore, i mutamenti impercettibili e decisivi che confondono o che intensificano quello che sentiamo e siamo. Fare scienza di tutto ciò che la scienza trascura o ignora è la vocazione che si manifesta nella poesia più recente di Patrizia Cavalli. Pochi sono i poeti contemporanei capaci come Patrizia Cavalli di attivare una così raffinata e complessa tecnica poetica sia nell’improvvisazione più veloce che nella più sorprendente costruzione discorsiva e narrativa. Le misure metriche classiche le sono naturali e familiari come il lessico e la sintassi della lingua d’uso contemporanea. Nella lingua poetica della Cavalli, lontana da poeticismi o manierismi, pare che alcuni dei classici più remoti e più amati siano presenti, senza essere mai evocati né imitati, come forme imtemporali o dèmoni propizi.




PATRIZIA CAVALLI

Patrizia Cavalli è nata a Todi e vive a Roma. Ha pubblicato nella «Collezione di poesia» Le mie poesie non cambieranno il mondo (1974), Il cielo (1981), la raccolta Poesie che comprende i suoi componimenti dal 1974 al 1992, Sempre aperto teatro (1999) e Pigre divinità e pigra sorte (2006). Oltre all’attività poetica si dedica a traduzioni per il teatro: per Einaudi, nella collana «Scrittori tradotti da scrittori», è uscita la sua versione del Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare.