Cna: Ici su immobili imprese fino al 70% del gettito complessivo



In questi giorni molti comuni della provincia di Modena stanno deliberando l’assunzione della gestione dei catasti, chi singolarmente – le amministrazioni più grandi – chi in forma associata. Si tratta di una scelta condivisibile, che avvicina questa funzione amministrativa al territorio e, quindi, ai cittadini, favorendo l’aggiornamento catastale su principi di equità fiscale.


Scelta condivisibile, si diceva, ma ad una condizione: che gli obiettivi di equità fiscale che i comuni dicono di voler perseguire attraverso la gestione diretta dei catasti attraverso la verifica della correttezza degli accatastamenti degli immobili non penalizzi gli immobili delle imprese.
Una richiesta che ha due motivazioni. Innanzitutto perché gli immobili ad uso non abitativo – capannoni, laboratori, uffici e negozi – sono caratterizzati da valori catastali già ampiamente in linea con i valori di mercato. Anzi, frequentemente questi ultimi risultano addirittura superiori a causa di valutazioni non sempre coerenti effettuate dall’Agenzia del Territorio.
Il secondo motivo: su questi immobili grava oggi l’aliquota Ici più elevata – quasi tutti i comuni, infatti, applicano già l’aliquota massima del 7 per mille – spesso senza prevedere alcun tipo di esenzione o detrazione.

Succede così che, malgrado la normativa definisca questi immobili come “altri immobili” – quasi fossero una parte residuale – questi ultimi fruttino ai comuni una quota che va dal 60 al 70% del gettito complessivo Ici.
Per farci capire meglio, quando parliamo di Ici, il totale di questa imposta è determinato per il 25/30% dalle abitazioni e per il 65/70% circa dagli immobili connessi ad attività produttive e terziarie. Nel caso del comune di Modena, si tratta di 38,364 milioni di euro su un totale di entrate Ici di 55,106 milioni di euro (il 69,6%).

Cna invita i comuni a tener conto di queste valutazioni, innanzitutto operando per rettificare le valutazioni catastali ed allinearle ai valori di riferimento di ciascuna area. E, visto che si avvicina la stagione della stesura dei bilanci preventivi per il 2008, Cna si augura – per usare un eufemismo – che i comuni non intendano compensare la riduzione dell’Ici sulla prima casa, ipotizzata nella Finanziaria 2008, con un incremento delle entrate ici ottenuto per tramite delle rivalutazioni catastali degli immobili destinati alle attività produttive.