Violenza alle donne: a Modena un corso per rafforzare l’assistenza



Un corso per assistenti sociali, psicologi, ginecologi, ma anche poliziotti, carabinieri, agenti di polizia municipale, medici e infermieri del Pronto Soccorso e Associazioni. Quaranta operatori individuati tra le file di servizi comunali, Asl e Forze dell’Ordine seguiranno il percorso formativo “La violenza alle donne” promosso dall’Assessorato Pari Opportunità del Comune di Modena e dal Distretto 3 dell’Ausl di Modena.


Il corso affronterà aspetti psicologici, medico-legali, giuridici e prenderà il via mercoledì 10 ottobre. “Obiettivo del corso – spiega l’assessora Simona Arletti – è approfondire la conoscenza del fenomeno e condividere le modalità di accoglienza delle donne che hanno subito violenza, fornendo loro una rete integrata di servizi che sia in grado di sostenerle e accompagnarle dal punto di vista sociale, terapeutico e giuridico. Partire dalla formazione di chi è chiamato a soccorrere e a raccogliere le denunce è parsa una scelta fondamentale per dare risposte adeguate – aggiunge l’assessora alle Pari Opportunità. Non dimentichiamo però che per ogni donna che ha avuto il coraggio di denunciare, tante altre restano nell’ombra per paura di ritorsioni”.

Ecco perché accanto alle Forze dell’Ordine, frequenteranno il corso assistenti sociali che conoscono situazioni di disagio e problematicità presenti sul territorio, oltre che medici di famiglia e operatori dei consultori familiari che più facilmente possono venire a conoscenza di casi di violenza non apertamente dichiarati.
Anche nella nostra città, come nel resto del territorio nazionale, il fenomeno della violenza alle donne è un problema aperto e addirittura in aumento. Nel 2006 14 donne si sono rivolte alla Questura di Modena per denunciare episodi di violenza sessuale, altre 125 per lesioni e percosse. L’anno precedente erano state 12 le violenze sessuali denunciate, 120 le denunce di lesioni e percosse. Ma secondo un’indagine dell’Istat svolta a livello nazionale nel 2006, il 53% delle donne che ha subito violenza non ne parla con nessuno, quelle che rimangono più sommerse sono le violenze subite in famiglia.
L’indagine stima che solo il 7,3% delle donne che hanno subito violenza dal partner denuncia il fatto. Senza contare i casi di stalking, i comportamenti persecutori ripetuti spesso ad opera dall’ex marito o fidanzato, non di rado associati a violenze fisiche.

Secondo una ricerca promossa dalla Regione Emilia-Romagna e dai Centri Antiviolenza del territorio, nel 2005, rispetto al 2000, quasi tutte le forme di violenza alle donne sono aumentate di circa 10 punti percentuali. Sono state 1.419 le donne accolte nei Centri antiviolenza della regione nel 2005, la maggior parte di loro sono italiane (63%), coniugate o conviventi (60%), hanno un’età compresa tra i 30 e i 39 anni e hanno figli (80%) in grande maggioranza minorenni. La maggior parte dei loro aggressori (80%) sono i partner o gli ex partner. Nel Centro antiviolenza di Modena, punto di riferimento per tutta la Provincia, lo scorso anno sono state accolte 110 donne che avevano subito episodi di violenza in famiglia. Sono 350 le consulenze legali e psicologiche fornite dall’Associazione Donne e Giustizia.

Di fronte a questa escalation di violenza, associazioni e istituzioni modenesi si sono attivate per cercare risposte efficaci. Dopo la firma a marzo del “Protocollo d’intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne” che coinvolge a livello provinciale Forze dell’Ordine, Comuni, Asl e Associazioni femminili, il corso rappresenta la prima nuova azione adottata nel Comune di Modena.

Silvana Borsari, Direttrice del Distretto di Modena dell’Ausl, precisa che a conclusione del corso è stato concordato, con gli operatori, l’impegno a siglare un protocollo operativo per il Distretto di Modena. “Successivamente, conclude Arletti, attiveremo un percorso che coinvolgerà anche le scuole, focalizzato sulle azioni di prevenzione e ci impegneremo per la realizzazione di una scheda di rilevazione più dettagliata degli episodi denunciati alle forze dell’ordine”.