Referendun welfare: Sindacati, nessuna irregolarità a Formigine



Non c’è miglior replica, a quanto sostenuto dal signor Sinopoli, che invitare i giornalisti stessi a venire sul posto ed assistere alle operazioni di voto e a pubblicare la foto del seggio in discussione.
Nel merito: sono state allestite due urne, una per i pensionati ed una per i lavoratori attivi in un ufficio dedicata appositamente a tale operazione.


Così i componenti del seggio elettorale Cgil, Cisl e Uil di Formigine rispondono all’articolo pubblicato su La Nuova Gazzetta di Modena (“Dicevano a tutti cosa votare”, pag.14), in merito al referendum sul welfare tenutosi nel seggio presso la Cgil di
Formigine.

Le urne sono appoggiate su un tavolo a forma di elle e nel pieno rispetto del regolamento non è stato chiesto nessuno documento perché il signor
Sinopoli è ben conosciuto da tutti i componenti del seggio.
Risulta, agli atti che lo stesso ha firmato di proprio pugno il foglio dei votanti dopo l’opportuna registrazione dei dati.
Una volta consegnata la scheda e la matita, nell’ufficio c’è tutto lo spazio necessario a disposizione di ogni persona, a garanzia della privacy che in questi casi è d’obbligo.

Nei due giorni scorsi, nella nostra sede oltre 300 persone si sono presentate per esprimere un voto, in contemporanea con gli orari di
apertura degli uffici (Inca, Area diritti e attività di funzionari vari).
Per la nostra sede, la gestione del seggio elettorale non è uno sforzo da poco avendo a disposizione i soliti spazi e i commenti in sala di attesa riteniamo che siamo normali.
Se il signor Sinopoli non è d’accordo che le persone, mentre votano, si congratulino con il sindacato per il lavoro svolto, a noi dispiace, ma
confonderlo con un’indicazione di voto crediamo sia molto scorretto.
Gioca brutti scherzi la volontà di apparire, di emergere dal nulla e di fare notizia, magari guidati da qualche forza politica.