Act: solidarietà e apprezzamento per operato accertatori sosta



A seguito dei recenti episodi di violenza nei confronti del personale addetto alla verifica della sosta e alle accuse mosse sulle pagine dei giornali per una contravvenzione spiccata nel parcheggio del Pronto Soccorso, l’Azienda consorziale Trasporti esprime la più completa solidarietà ai propri accertatori e il totale apprezzamento per l’operato svolto, confermando che – oltre a fornire sempre e comunque assistenza legale – continuerà a costituirsi parte civile ogni qual volta si verificheranno simili deplorevoli episodi.

Ultimo, in ordine cronologico, l’aggressione premeditata subita giovedì 11 ottobre, a Guastalla, da un’accertatrice assalita e ferita a una mano da un utente multato un’ora prima. Episodio che segue di pochi giorni la notizia dell’assoluzione di un automobilista passato alle vie di fatto nei confronti di un altro accertatore. L’imputato sarebbe stato scagionato dall’accusa di resistenza a pubblico ufficiale – come ha riportato la stampa locale nei giorni scorsi – perché la violenza è avvenuta “dopo che l’operatore aveva già deposto il verbale sul parabrezza dell’auto” e non “mentre compiva l’atto del suo ufficio”. Questi episodi dimostrano purtroppo come gli accertatori siano ormai soggetti a rischi di tale natura solo per il ruolo che rivestono, indipendentemente dalla contingenza del loro operato.

Per quanto riguarda le accuse mosse nei confronti dell’attività dei nostri accertatori all’interno dell’area di sosta del Pronto Soccorso dell’ospedale S. Maria Nuova, si puntualizza che:
1) il progetto di riorganizzazione della sosta all’interno dell’area è stato elaborato dall’amministrazione dell’ospedale per regolamentare la sosta e garantire un facile accesso al Pronto Soccorso sia per gli utenti che per i mezzi di pubblica assistenza;
2) la gestione di tutte le aree di sosta dell’ospedale compete all’Azienda sanitaria stessa, mentre Act gestisce per conto di quest’ultima le aree di sosta regolamentata;
3) nei casi di grave urgenza sono previste speciali procedure per consentire il superamento dei limiti temporali di sosta nel parcheggio del Pronto Soccorso;
4) Sicuramente – come dimostrano le esperienze dei mesi scorsi –, se la sosta non fosse regolamentata, l’utente non avrebbe nemmeno trovato il posto per parcheggiare la propria auto e non avrebbe potuto accompagnare così rapidamente il famigliare in accettazione.

Si sottolinea inoltre che i nostri accertatori condividono con gli agenti di polizia Municipale la preparazione e l’esame di abilitazione (v. L. 15 maggio 1997 n. 127 – Legge Bassanini, art. 17, commi 132 e 133). Una volta elevata la contravvenzione non hanno facoltà di annullarla: pertanto l’utente che ritenesse di essere stato ingiustamente sanzionato potrà far valere le proprie ragioni rivolgendosi agli organi competenti (Giudice di Pace o Prefetto).

Screditare l’operato e la professionalità dei nostri accertatori – nonché l’utilità e la dignità del loro lavoro – significa implicitamente ammettere che il principio della legalità possa essere fatto rispettare solo in alcuni ambiti e non in altri (v. ad esempio la sosta). Act tiene a rimarcare che non esistono livelli diversi di legalità e che il rispetto delle norme deve essere fatto valere per tutti i settori della comune civile convivenza.
Quella dell’accertatore è un’attività che tutela l’interesse collettivo della sosta e, più in generale, della mobilità che è un bisogno ineludibile del cittadino. Pertanto, non solo deve essere tutelata, ma anche sostenuta e apprezzata.