Santini (Cisl): lavoro e coesione sociale per le comunità future

logoCisl-ER“Centralità al lavoro e coesione sociale per guardare oltre la crisi”. Lo ribadisce Giorgio Santini, della segreteria nazionale della Cisl, intervenendo a Cesenatico al seminario organizzato dalla Cisl dell’Emilia-Romagna dal titolo ‘Il modello emiliano alla prova della crisi globale’.Osserva Santini che “dare centralità al lavoro: delle persone, manifatturiero, dei servizi è operazione importante, culturale, che diviene anche frontiera di ogni persona per la propria realizzazion0”. Mentre per coesione sociale intende “una nuova concezione dell’economia, legata non più a fattori volatili o peggio speculativi, ma all’economia della vita delle persone, delle comunità, dei territori”. Per costruire la nuova economia, secondo il segretario Cisl, “dovrà esserci un nuovo equilibrio tra beni individuali e beni collettivi (nel recente passato troppo sbilanciato sui beni personali)”. Pertanto, “ripensare ad un’economia in cui la coesione sia fondamentale come produzione di beni collettivi”. Considerando l’economia sociale e l’invecchiamento della popolazione, l’assistenza alle persone ed il lavoro di cura “possono essere una grande opportunità occupazionale ed economica, che però non è stata colta –lamenta il sindacalista-. Basti pensare al lavoro sommerso delle badanti”. Dunque, “riorganizzare l’economia su grandi impegni e servizi collettivi per le comunità –incalza Santini- e riorganizzarla come opportunità in se stessa di socialità ed opportunità economica”. Quindi “il sindacato, quale rappresentante del lavoro e delle persone –conclude il segretario nazionale Cisl-, è uno degli interlocutori accreditato a misurarsi con le istituzioni ed i poteri economici per costruire questi tipo di beni collettivi, che si affianchino ed equiparino l’idea che il bene è solo di consumo ed individuale”.