A Bologna la convention degli allenatori Csi

convention_csiPrima giornata del week end organizzato dal CSI per i propri tecnici che si sta svolgendo a Bologna tra l’Hotel Holiday Inn e i campi di Villa Pallacini e la palestra del CIERREBI in via Marzabotto. In 121 gli allenatori di calcio, pallacanestro e pallavolo che hanno aderito all’iniziativa, provenienti da tredici diverse regioni, comprese le lontane Basilicata e Sardegna per 35 comitati provinciali rappresentati.

Mattinata dedicata ai saluti e alle relazioni: ha aperto Mons. Antonio Allori, Vicario Episcopale alla Carità della Diocesi di Bologna, quindi l’intervento del Presidente del CONI di Bologna Renato Rizzoli che ha ribadito l’importanza dello sport e della figura dell’allenatore come educatore. Quindi l’intervento di Stefano Gamberini in rappresentanza della Consulta Diocesana per lo sport e del padrone di casa, il presidente del CSI bolognese Andrea De David.

Ha aperto la serie delle relazioni il Presidente Nazionale del CSI Massimo Achini, il quale ha posto l’accento sulla necessità da parte dell’allenatore di aumentare l’autostima nei propri ragazzi “autostima vuole dire far capire ad ogni ragazzo il suo reale valore. E’ necessario che questi percepiscano il senso di realizzazione e che il tecnico faccia capire qual è il loro posto dentro la squadra come nella vita, ma soprattutto che sono parte di un progetto del quale sono una parte importante, ottenendo così un’importante senso di appartenenza”.

E’ stata poi la volta del saluto in video da parte di Gianpaolo Montali, che ha affrontato, in un’intervista, i diversi aspetti del gruppo, che deve nascere da una stima professionale che solo successivamente si dovrà trasformare in gruppo.

Ha portato, poi, la propria testimonianza don Alessio Albertini, Responsabile della Pastorale dello Sport della Diocesi di Milano e fratello del Vice Presidente della Federcalcio Demetrio. Sei, secondo lui, le regole del buon allenatore: un allenatore che sappia allenare, che sappia sapere con chi ha a che fare, che sappia fare e che sia capace di farlo, quindi terzo elemento un allenatore che sappia giocare a scacchi per saper rispondere a tono alle diverse mosse dei ragazzi; quindi un allenatore che non paghi sempre la pizza, ovvero che faccia capire che i risultati non sono un caso ma derivano dall’impegno di tutti; un allenatore che unisce “anche se”, ovvero che vince l’ovvietà e i luoghi comuni, infine che lavori gratis, cioè che sappia dare gratuitamente molto più di ciò che è richiesto dal punto di vista tecnico.

Nel pomeriggio, poi, tutti in campo, anche se in alcuni casi metaforicamente. Infatti la lezione di Alberto Zaccheroni è cominciata nella Sala San Luca dell’Holiday Hotel: “I tasti da toccare in questi casi – ha detto il tecnico – sono diversi. Un conto è gestire una persona già arrivata, un professionista che vede nello sport anche il proprio lavoro e dal quale, dunque, si potranno avere una certa tipologia di pretese, un altro chi lo fa per divertimento. Mio compito non è stato quello di spiegare le diverse tattiche, quanto quello di rispondere alle diverse domande dei presenti, confrontando il loro modo di comportarsi con quello che avrei fatto io”.

Contemporaneamente al CIERREBI sono iniziate anche le lezioni di basket e pallavolo. E’ salito in cattedra coach Dan Peterson: “Non sono certo venuto qui per parlare della 1-3-1”, ha detto. “Sono convinto che le parole che ho ascoltato questa mattina da parte di Montali e di don Alessio siano quelle più giuste da far passare ad un allenatore del CSI. Se posso dirlo, il metodo del CSI è anche il mio. Detesto tutti quegli allenatori che urlano e sgridano i ragazzi perché sono convinto che il vero compito educativo sia quello di far aumentare nei ragazzi l’autostima ed è pure il sistema giusto per fare squadra”. Dopo di lui in palestra è intervenuto parlando dei «Fondamenti individuali d’attacco», Stefano Bizzosi, coach della Reyer Venezia di Lega2 di basket, mentre per quanto riguarda la pallavolo Luciano Pedullà, allenatore della Asystel (serie A1 femminile di volley), ha illustrato l’«Allenamento della fase ricezione punto». Successivamente Pedullà, insieme a Lorenzo Bernardi, ex pallavolista eletto nel 2001 dalla Fédération Internationale de Volleyball miglior giocatore del XX secolo, ha sviluppato un’«Analisi delle differenze tra pallavolo maschile e pallavolo femminile: dai fondamentali individuali ai fondamentali di squadra».

La convention si concluderà domani mattina con l’intervento del preparatore atletico della F.C. Solbiatese (campionato di serie D di calcio), Stefano Faletti dedicato alle «Linee guida per la programmazione di una stagione sportiva e l’organizzazione della seduta di allenamento». Contemporaneamente nella palestra Cierrebi Club, Giordano Consolini, responsabile del settore giovanile basket della Virtus Bologna, darà qualche consiglio sulla «Costruzione della difesa uomo contro uomo nel settore giovanile». Dalle ore 9,30, nella sala delle Capriate, Luciano Pedullà declinerà il tema dell’organizzazione delle sedute di allenamento a favore degli allenatori della pallavolo.

La due giorni di incontri e formazione sarà chiusa dalle considerazioni di Michele Marchetti, direttore dell’Area formazione, cultura, promozione e sviluppo del Csi, e da Giuseppe Basso, direttore della Scuola nazionale educatori sportivi (Snes).