A Sassuolo commemorati Giovanni Rossi, comandante partigiano e il Generale Ugo Ferrero

commemorazione_rossi“E’ un momento commemorativo semplice ma di alto valore simbolico e memoriale quello che ci apprestiamo a celebrare sabato prossimo, e attraverso il quale intendiamo restituire memoria storica ed umana alla figura, nel corso degli anni poi dimenticata e rimossa a livello storiografico, del sassolese Giovanni Rossi, tra i primi comandanti delle formazioni partigiane operanti nel nostro appennino”.

Così il Sindaco di Sassuolo ha sottolineato Il senso della cerimonia commemorativa svoltasi in mattinata a Sassuolo, alla presenza dei Gonfaloni del Comune di Sassuolo, di alta una rappresentanza dell’Accademia Militare di Modena e delle Associazioni d’Arma, Partigiane e Combattenti, accompagnate dalla Banda cittadina, presso la lapide dedicata al Generale Ferrero, nel vestibolo d’ingresso del Palazzo Ducale di Sassuolo.

Qui è stata deposta una corona presso la lapide dedicata al Generale Ferrero, che venne poi deportato in campo di concentramento e ucciso durante una marcia di trasferimento e Ermes Malavasi, caduto invece durante la battaglia. Mentre una seconda corona, dedicata a Giovanni Rossi, è stata deposta al monumento ai caduti della Torre civica di Piazza Garibaldi.

“Non a caso – ha ricordato nel suo intervento Luca Caselli – abbiamo voluto scegliere una data, quella del primo sabato a ridosso del 9 Settembre, ovvero del 66mo anniversario della battaglia del Palazzo Ducale che in quei giorni del 1943, dopo l’otto settembre, vide proprio da Sassuolo e dal coraggio del Generale dell’Esercito Ugo Ferrero, a capo della guarnigione di stanza nel Palazzo che resistette alle divisioni tedesche, l’originarsi della Resistenza nella provincia di Modena..”

E ‘ poi toccato a Romano Levoni, ex partigiano, soprannominato “Balilla” che da anni è impegnato a ricordare la figura di Giovanni Rossi,rievocare le gesta e la figura di questo Comandante partigiano eliminato, tragicamente, a tradimento, da altri elementi delle formazioni partigiane, nei primi mesi del 1944, per dissensi interni nel movimento partigiano. Un intervento commosso e carico di umanità e lucidi ricordi quello svolto da Levoni sul palco, affiancato dalla sorella del comandante partigiano, la signora Ines Rossi che ha voluto anch’ella dedicare un breve toccante ricordo alla memoria del fratello e ai propri genitori.