Spunta un relitto a Cetraro. Forse è la nave della ‘ndrangheta carica di rifiuti tossici

E’ stata riscontrata la presenza del relitto di una nave al largo delle acque di Cetraro, nell’ambito dell’inchiesta sui rifiuti tossici avviata dalla Procura di Paola.Oggi una società incaricata dalla Regione Calabria, su disposizione della magistratura, ha trovato conferma fotografica alle rilevazioni del sonar. A circa venti miglia dalla spiaggia e 500 metri di profondità, è stata avvistata un’imbarcazione che sembra essere un mercantile lungo cento metri. Si tratta di una nave non bullonata, quindi di fabbricazione posteriore alla seconda guerra mondiale.  A prua si nota uno squarcio e si intravede un fusto, su cui verranno indirizzate le prossime analisi.

L’ipotesi degli inquirenti è che diverse navi con rifiuti tossici siano state fatte affondare nelle acque del Tirreno cosentino dalla criminalità organizzata. Il procuratore di Paola, Bruno Giordano, sostiene che ”potrebbe essere certamente la nave che stavamo cercando” e ringrazia ”la Regione Calabria e l’assessore all’ambiente Silvio Greco per il supporto fornito”.Si parla di ”navi a perdere” che si facevano affondare con la dinamite. E’ stato un pentito di ‘ndrangheta, Francesco Fonti, a rivelarlo per primo in una memoria depositata appena ha iniziato a collaborare con la giustizia, negli anni ’90. L’ex trafficante di stupefacenti originario della Locride ha spiegato ai magistrati come si facevano sparire le navi cariche di rifiuti tossici, spesso scorie radioattive. Il giro di denaro dello smaltimento illegale iniziato negli anni ’80 era vorticoso e, accusa Fonti, godeva anche dell’appoggio della politica che aveva il proprio tornaconto. Del mercantile affondato al largo delle acque di Cetraro, conferma il procuratore di Paola, non esiste registrazione nei documenti marittimi.

Fonte Adnkronos