Debutta domani, in prima assoluta al Teatro Storchi di Modena, Le Signorine di Wilko



‘Le Signorine di Wilko’ dall’omonimo romanzo di Jaroslaw Iwaszkiewicz. Adattamento e regia Alvis Hermanis, con Sergio Romano, Laura Marinoni, Patrizia Punzo, Elena Arvigo, Irene Petris, Fabrizia Sacchi, Alice Torriani. Coreografia Alla Sigalova, scene Andris Freibergs, costumi Gianluca Sbicca, luci Paolo Pollo Rodighiero.

Prima assoluta al Teatro Storchi di Modena domani, mercoledì 27 gennaio alle ore 21.

Emilia Romagna Teatro Fondazione, Unione Europea nell’ambito del Progetto Prospero, Teatro Stabile di Napoli, Nuova Scena Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna.

Il lettone Alvis Hermanis è unanimemente acclamato in tutta Europa come uno dei registi più innovativi ed interessanti della sua generazione. Vincitore di numerosi premi, tra cui, nel 2007, la IX edizione de Premio Europa Nuove Realtà Teatrali, il teatro di Hermanis si colloca al confine ed è segnato fortemente da due tradizioni teatrali radicate e chiaramente connotate nella loro diversità come quella russa e quella tedesca da cui deriva quella che lo stesso Hermanis ha definito ‘una chimica abbastanza incredibile’. Nato a metà degli anni Sessanta, e direttore del Teatro di Riga da oltre un decennio, Hermanis cresce a cavallo di due epoche, tra il declino e la caduta dell’Impero Sovietico e la rapidissima transizione che ha portato il suo Paese a diventare parte dell’Unione Europea, e ne segna fortemente la ricerca scenica.

Il lavoro registico di Hermanis si connota per l’ascolto preciso che egli riserva agli attori con cui lavora – che spesso sono anche coautori – attenzione che probabilmente origina nella sua formazione di attore. Hermanis è regista la cui poliedricità è tale da rifuggire a qualsiasi etichettatura, e i suoi lavori infatti sono sempre assai diversi tra loro come By Gorki e Sonja visti a Modena nelle passate edizioni di VIE Scena Contemporanea festival progettato da Emilia Romagna Teatro Fondazione. Se infatti in By Gorki, Hermanis stesso, in scena insieme ad altri 19 interpreti giocava a confondere le vicende descritte da Maksim Gorkji ne I bassifondi con la realtà quotidiana vissuta dagli stessi attori, in Sonja, operava una sorprendente rilettura del romanzo della russa Tatjana Tolstaja, storia della solitudine di una donna ingenua e bruttina, il cui ruolo veniva interpretato da un attore non professionista en travesti.

Benché avvezzo a lavorare con attori che recitano nelle loro lingue madri, Le signorine di Wilko, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione nell’ambito del Progetto Prospero, insieme a Teatro Stabile di Napoli, Nuova Scena Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna, rappresenta per Hermanis la preziosa occasione di confrontarsi per la prima volta con attori italiani. Sergio Romano incarnerà l’unico personaggio maschile dello spettacolo, mentre saranno Laura Marinoni, Patrizia Punzo, Elena Arvigo, Irene Petris, Fabrizia Sacchi e Alice Torriani a dare corpo alle sei sorelle del romanzo di Iwaszkiewicz il cui adattamento scenico è stato curato dallo stesso Hermanis. Abituato infatti a spaziare nella scelta dei testi da mettere in scena dal genere classico al contemporaneo, così come dalla forma romanzo a quella del racconto, scegliendo in questa occasione di confrontarsi con un romanzo breve, Hermanis conferma la linea libera e coraggiosa che segna le intenzioni e le ragioni dei suoi progetti.

Le signorine di Wilko riserva un’attenzione particolare al temi del ricordo e della memoria, temi cari ad Hermanis, che, nella sua lettura scenica, ne ambienta gli accadimenti negli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale. Le signorine di Wilko è una magistrale riflessione sul tempo che, inesorabile, scorre. Ne è protagonista Wiktor Ruben, uomo di mezza età che, colpito da un grave lutto viene consigliato dal medico di prendersi un periodo di riposo e decide di recarsi nel villaggio di Wilko dove, in gioventù, era solito trascorrere il periodo estivo. Qui, come in un viaggio a ritroso nel tempo dal vago sapore proustiano, Wiktor reincontrerà cinque sorelle conosciute in gioventù, le signorine di Wilko appunto, cui lo legano numerosi ricordi: era stato fidanzato con una di loro, ora scomparsa, ed era stato l’istitutore della maggiore. Il loro inatteso ritrovarsi sconvolgerà il già delicato equilibrio emotivo delle sorelle, ormai adulte, nel lento scorrere delle lunghe e calde giornate estive.

‘Di Le Signorine di Wilko sono protagoniste sei donne ed un uomo, quale situazione può essere più intrigante? – ha dichiarato Hermanis. Sono interessato al ricordo, a quello che è stato. Io mi sento ospite di questo nuovo secolo che è appena iniziato, sono più interessato al secolo precedente che si è concluso. Il sentimento che io vivo è che ho trovato nel romanzo di Iwaskiewicz è legato alla vecchia Europa che se ne va.’

Lo spettacolo rimarrà in scena a Modena al Teatro Storchi fino al 31 gennaio.