Catturato a Reggio Emilia il rapinatore che si travestiva da donna



Arrestato ieri dalla Squadra Mobile davanti a un albergo di Reggio Emilia F.T., 43 anni, il rapinatore che per nascondere la propria identita’ si travestiva da donna e per mettere a segno i colpi utilizzava falsi ordigni. L’uomo e’ stato fermato dopo una lunga ‘caccia all’uomo’ avviata dopo l’ennesima rapina che  aveva messo a segno poco dopo mezzogiorno, in una filiale del Banco di San Geminiano e San Prospero di Bologna.

Originario di Ascoli Piceno, il malvivente aveva fatto irruzione nell’istituto di credito bolognese travisato con occhiali scuri ed un berretto di lana e sotto la minaccia di un falso ordigno, a suo dire comandato a distanza, si era fatto consegnare 6.800 euro. Poi, prima di fuggire aveva fatto credere che, se fosse stata avvisata la Polizia prima di un’ora, l’ordigno sarebbe esploso, perche’ cosi’ programmato.

Pochi istanti dopo la rapina avvenuta in via Boldrini, nella zona della stazione centrale, le ricerche dell’uomo erano gia’ state estese a tutta l’Emilia Romagna e in particolare nelle citta’ limitrofe di Modena, Reggio Emilia e Parma. Sono stati i poliziotti della Squadra Mobile di Reggio Emilia, in contatto con i colleghi bolognesi, a rintracciarlo dalle immagini del sistema di videosorveglianza installato all’interno della stazione reggiana, che aveva ripreso il rapinatore mentre, fischiettando e con l’Ipod, usciva dallo scalo ferroviario, dopo circa un’ora dalla rapina a Bologna.

Al termine di una velocissima raccolta di riscontri e di testimonianze, gli agenti della mobile reggiana hanno ricostruito i movimenti del rapinatore, scoprendo che era salito a bordo di un taxi per raggiungere un albergo del centro storico, dove aveva preso alloggio da un giorno. Individuato il ‘covo’ del rapinatore gli agenti lo hanno atteso, sorpreso e fermato, mettendo cosi’ termine all’escalation di rapine cominciata nel mese di novembre dello scorso anno. In Questura il rapinatore e’ stato interrogato dal capo della Squadra Mobile Antonio Turi e dall’ispettore della sezione ‘rapine’ Massimo Meo, ai quali ha confessato di aver commesso altre rapine a Bologna, Parma, Piacenza e Milano.

Proprio a Parma il 31 dicembre scorso l’uomo, travestito da donna con parrucca rossa, aveva commesso una rapina alla Cassa di Risparmio di Cesena, minacciando tutti con un falso ordigno esplosivo ed impossessandosi di 15.000 euro. L’uomo, geometra disoccupato da qualche anno, appassionato di filosofia e di scienze, ha rivelato al capo della mobile i motivi dei suoi travestimenti femminili e dell’utilizzo di falsi ordigni. Nei confronti del rapinatore i poliziotti della Squadra Mobile di Reggio Emilia insieme ai colleghi di Bologna hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto per rapina aggravata, mentre i loro colleghi di Parma hanno contestato all’uomo la rapina del 31 dicembre scorso.

Secondo gli investigatori sono almeno otto le rapine attribuibili all’uomo: cinque a Bologna, una a Parma, una a Piacenza ed una a Milano. I poliziotti hanno recuperato il bottino dell’ultima rapina alla banca bolognese e sequestrato due grossi borsoni pieni di indumenti anche femminili, utilizzati dal rapinatore per travestirsi, oltre all’inseparabile parrucca rossa ed a molti libri, di cui e’ appassionato, fra i quali testi di Goethe, Bertrand Russel, Friedrich Nietzsche e Arthur Schopenhauer.