Hopenhagen: quali speranze per il clima su un pianeta sovrappopolato?



I due ricercatori, il biologo ambientalista prof. Dario Sonetti e il meteorologo divulgatore Luca Lombroso dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia che hanno partecipato alla 15° Conferenza delle Parti (COP15) dell’ONU, organizzano un incontro per raccontare la loro esperienza in qualità di Osservatori ufficiali del Summit, svoltosi a Copenhagen, e per creare un momento di riflessione sui cambiamenti climatici.

L’appuntamento, dal titolo “Hopenhagen: quali speranze per il clima su un pianeta sovrappopolato?”, si terrà mercoledì 3 febbraio 2010 alle ore 20.30 presso la Biblioteca Scientifica Interdipartimentale (via Campi, 213/c) a Modena e vedrà il prof. Dario Sonetti e Luca Lombroso, introdotti dal Direttore della Biblioteca Scientifica Interdipartimentale dell’Ateneo modenese reggiano prof. Pier Giuseppe De Benedetti, confrontarsi con gli interessati.

Al di là delle aspettative che hanno preceduto la 15° Conferenza delle Parti (COP15) dell’ONU a Copenhagen sui cambiamenti climatici dello scorso dicembre e la delusione che ne è seguita per l’apparente fallimento, dati gli scarsi risultati raggiunti, il Summit ha assunto un valore storico in quanto ha costituito un punto di svolta irreversibile nella visione del problema globale più importante degli ultimi dieci anni.

“L’emergenza dei cambiamenti climatici in atto, che nessuno ha contestato e che molte nazioni hanno ben testimoniato per quanto sta già drammaticamente succedendo entro i loro confini, – afferma il prof. Dario Sonetti dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – va a convergere con altre grandi questioni ed emergenze, quali la perdita di biodiversità, il consumo ingiustificabile di suolo e di ecosistemi naturali, l’inquinamento, l’insostenibilità degli attuali modelli di sviluppo, fino ad arrivare all’argomento tabù, il sovrappopolamento del pianeta che è stato permesso dall’utilizzo delle risorse energetiche fossili”.

“A Copenhagen – aggiunge Luca Lombroso dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – tutti i nodi sono giunti al pettine, ma soprattutto è stato chiaro che il clima è strettamente interconnesso agli altri problemi. Giustamente alcuni capi di Stato, soprattutto dei Paesi in via di sviluppo, hanno fatto rilevare nei loro interventi che ciò che doveva essere discusso non erano solo le conseguenze dei cambiamenti climatici, e come potersi adattare, ma soprattutto le cause che dovranno essere affrontate una volta per tutte senza false ipocrisie. Sul tavolo è in gioco il futuro dell’umanità più di quello stesso del pianeta”.

L’incontro apre anche un ciclo di conferenze promosso dalla Biblioteca Scientifica Interdipartimentale su “Scienza e consapevolezza ambientale” e che vuole dare ai cittadini, oltre che agli studenti, la possibilità di informarsi in modo corretto e comprensibile, attraverso relatori che uniscono le loro conoscenze alle loro capacità divulgative, su temi che saranno sempre più sfide da affrontare con una consapevolezza ed impegno collettivi.

Per maggiori informazioni consultare il sito BSI oppure inoltrare una mail ad  telefono 059 205 5513. E’ possibile inoltrare domande e richieste di approfondimento ai relatori inviandoli al blog della conferenza: BSI.