Opere d’arte: calano i furti in Emilia Romagna



Sono 70 i furti di opere d’arte commessi nel 2009 in Emilia Romagna: il dato risulta in calo del 10% rispetto all’anno precedente, in cui ne sono stati registrati 78, in linea con un trend in flessione iniziato già nel 2002. E’ quanto emerge dal bilancio 2009 del Comando carabinieri tutela patrimonio artistico e culturale del capoluogo emiliano, che ha messo anche in evidenza il perdurare del fenomeno della falsificazione delle opere d’arte (40 i sequestri in regione rispetto ai 69 del 2008 per un valore di oltre 1.800.000 mila euro) e l’assenza di scavi clandestini.

Per quanto riguarda i furti – si tratta nelle maggior parte di beni di modesto pregio artistico detenuti nelle chiese – le regioni piu’ colpite risultano Lazio, Toscana e Lombardia. Tra i fatti di rilievo avvenuti nell’anno, la scoperta dell’ammanco di un ingente quantitativo di monete antiche presso il Museo archeologico nazionale di Parma.

In aumento le persone denunciate – 90 rispetto alle 72 del 2008 (+25%) – sequestrati beni culturali per un valore di oltre 1.300.000 mila euro , esclusi i reperti archeologici non quantificabili. Recuperate 396 opere d’arte, tra dipinti, beni archivistici e librari, ebanisteria, oggetti appartenenti a chiese, sequestrati 347 reperti archeologici di cui 76 frammenti.

E’ stato inoltre censito un sito archeologico. I controlli sugli oggetti d’arte, nel corso dell’anno, sono stati 1.596, presso privati o mercati antiquari. Svolti anche monitoraggi aerei di alcune aree Unesco Patrimonio dell’Umanita’ (la citta’ di Ferrara e il delta del Po), 12 i controlli con servizi mirati nelle aree archeologiche piu’ a rischio, svolti assieme alla Soprintendenza.