Modena: il Comune sulla vicenda della giovane di origini magrebine che si è ribellata al padre



“La 18 enne modenese di origini magrebine che ha denunciato il padre per una serie di gravi comportamenti ai suoi danni può contare sull’aiuto e sull’appoggio della della rete dei servizi sociali: quelli del Comune se abita in Città, quelli dell’Azienda Usl ed in ogni caso delle strutture in convenzione con l’Amministrazione comunale di Modena quali l’Associazione Casa delle Donne contro la violenza e l’Associazione Donne e Giustizia”. Il Sindaco di Modena Giorgio Pighi interviene sulla vicenda riportata oggi dagli organi di informazione.

“Non so se la ragazza è residente a Modena – prosegue Pighi – ma comunque la rete dei nostri servizi si estende su tutto il territorio provinciale e di conseguenza è possibile assisterla su più fronti, da quello della tutela personale fino al percorso legale. Credo anche – sottolinea Pighi – che quanto avvenuto, la decisione di ribellarsi e di denunciare i fatti, sia frutto anche del processo di integrazione che questa giovane donna ha potuto attraversare vivendo e crescendo nella nostra realtà. Proprio la piena consapevolezza di sé e dei suoi diritti le hanno consentito di reagire con la giusta misura e determinazione ad una situazione odiosa. La strada dell’integrazione è sempre la più difficile da seguire, la più complessa da delineare, ma è anche la sola -conclude il Sindaco di Modena- che alla lunga garantisce risultati effettivi. Abbiamo bisogno di proseguire con ancora maggiore decisione”.

“Sempre più spesso quando incontro donne provenienti da altre culture e da altri paesi – aggiunge Caterina Liotti, Presidente del Consiglio Comunale di Modena – mi rendo conto che siamo molto più simili di quello solitamente si potrebbe credere: più che le differenze di origini e di abitudini sento che ci unisce il fatto di essere donne. Di fronte ad episodi e situazioni come quelli riportati oggi dalla stampa, occorre affermare con forza la necessità di difendere i diritti: integrazione e multiculturalità, infatti, diventano concetti più forti e credibili se, appunto, significano anche allargare la sfera dei diritti delle donne”.