Sì alla riforma delle scuole superiori



Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo ai tre decreti presidenziali che, dal prossimo anno scolastico (2010-2011), ridisegneranno l’istruzione superiore in Italia. I tre decreti stabiliscono le norme per il riordino di licei, istituti tecnici e istituti professionali. Una “riforma epocale”, senza alcuna “impronta ideologica”, ha commentato il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini.

La riforma, che partirà solo per le prime classi delle scuole superiori, prevede uno sfoltimento degli indirizzi di studio, la revisione dei quadri orari, più matematica e il potenziamento dello studio delle lingue. I licei saranno ridotti a sei (dagli attuali 450 indirizzi tra sperimentazioni e progetti assistiti): classico, scientifico, artistico, linguistico, musicale-coreutico e delle scienze umane; nei tecnici ci saranno due ambiti di studio (economico e tecnologico), suddivisi in 11 indirizzi (da 10 con 39 indirizzi) con meno ore da passare tra i banchi e più nei laboratori; nei professionali (2 settori e 6 indirizzi da 5 corsi e 27 indirizzi) saranno rafforzate le materie di indirizzo ed è prevista una maggiore flessibilità dell’offerta formativa.

“Per quanto riguarda i licei – ha spiegato il ministro – pur apportando emendamenti e alcune modifiche abbiamo utilizzato la riforma Moratti mentre per l’istruzione tecnica abbiamo cercato di mantenere quanto realizzato dal precedente governo. E’ quindi incomprensibile – ha proseguito Gelmini – la contestazione delle opposizioni in commissione”. Per quanto riguarda i licei il ministro ha tenuto a sottolineare che nella riforma si è cercato di coniugare “la tradizione con l’innovazione”. E’ questo infatti un segmento, ha precisato il ministro, “che anche all’estero ci invidiano ma abbiamo cercato di proiettarlo verso il futuro potenziando ad esempio l’insegnamento della lingua straniera e di una seconda lingua e la previsione per l’ultimo anno dell’insegnamento in lingua di una materia curricolare”.

Tra le altre novità evidenziate dal ministro la creazione del Liceo Musicale che, ha assicurato, “sarà realizzata in sintonia con i conservatori” e del Liceo delle Scienze umane. Per quanto riguarda gli istituti tecnici ha quindi assicurato Gelmini “non si tratta di scuole di serie B. Siamo convinti della necessità di due assi differenti ma hanno la stessa dignità. L’istruzione tecnica, tra l’altro – ha aggiunto – può essere una risposta alla crisi”.

“Con le riforme varate dal governo che entreranno in vigore dal prossimo anno scolastico, l’Italia avrà delle scuole comparate a quelle degli altri Paesi europei. Saranno in linea con gli istituti dei paesi più avanzati”, ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a palazzo Chigi. ”La scuola superiore necessitava di una riforma perché, secondo quanto ci dichiarano tutte le imprese e le associazioni, la scuola attuale non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle richieste del mondo del lavoro”, ha aggiunto.

“Di un taglio epocale alla scuola pubblica italiana che ci allontana dall’Europa e nega pari opportunità di vita, di educazione e di lavoro ai ragazzi e alle ragazze del nostro Paese” parla il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. “Un taglio di risorse, di competenze e di tempo: questa – sottolinea – è la sostanza del cosiddetto riordino. La scelta compiuta a 13 anni diventa nei fatti irreversibile per la grande differenza di programmi proposti dai diversi percorsi formativi sin dal primo biennio, favorendo la dispersione scolastica”.

Immediata la replica della Gelmini secondo la quale ”la sinistra è allergica alle riforme e rappresenta solo la conservazione e la difesa a oltranza dell’indifendibile”.

Fonte: Adnkronos