Rifiuti, Monte San Pietro secondo comune riciclone dell’Emilia-Romagna



Sono Soragna (PR) con l’80,2% di raccolta differenziata, Monte San Pietro (BO) con il 74,4% e Fidenza (PR) con il 62,2% – tutti e tre con il sistema di raccolta “porta a porta” – i “Comuni ricicloni” dell’Emilia-Romagna secondo l’annuale classifica promossa da Legambiente in collaborazione con l’Assessorato regionale all’ambiente e presentata oggi a Bologna.

I tre comuni sono risultati vincitori rispettivamente nella categoria dei piccoli comuni (con meno di 5 mila abitanti), dei comuni di medie dimensioni (tra i 5 mila e 25 mila abitanti) e dei Comuni con più di 25 mila abitanti.

Al questionario di Legambiente hanno risposto – fornendo i dati relativi al 2008 – 123 comuni dell’Emilia Romagna. La novità dell’indagine di quest’anno è stata l’introduzione accanto a quella della carta – della graduatoria relativa alla raccolta differenziata dell’organico. In questo settore le migliori performance sono state quelle, ancora con il sistema porta a porta, di Zibello (PR) tra i piccoli comuni con 94 kg di materiale raccolto per abitante; di Argelato (BO) e Forlimpopoli (FC), con 126,2 e 123,9 kg per abitante e di Cervia – in questo caso però con la tradizionale raccolta stradale – con 80,3 kg di materiale organico a testa.

L’indagine ha premiato anche i Comuni che hanno messo a segno la maggior raccolta di carta e cioè Campegine (RE) tra i piccoli comuni con 167,8 kg per abitante; Cavriago (RE, tra i medi ) con 170,4 kg a testa e Piacenza tra le grandi città con 115,2 kg a testa di carta.

“Iniziative come quella odierna – ha spiegato l’assessore regionale all’ambiente Lino Zanichelli – sono importanti perché inducono a comportamenti virtuosi. Spero che anche nel futuro sempre più Amministrazioni si impegnino per entrare in questa classifica. In questa legislatura la raccolta differenziata in Emilia-Romagna è passata dal 35 al 50%. E’ un obiettivo importante. Per il futuro occorre lavorare per incrementarlo. Altrettanto importante sarà lavorare sulla prevenzione cioè sulla la riduzione e il riuso dei rifiuti”.

“Quello che emerge da questa indagine – ha sottolineato il presidente nazionale di Legambiente Lorenzo Frattini- è che certe modalità di raccolta dei rifiuti quali la domiciliare e porta a porta sono di particolare efficacia e producono grandi risultati”.

La ricerca ha anche raccolto informazioni sulle “Buone pratiche” messe in atto per la riduzione dei rifiuti alla fonte e per incentivare la raccolta differenziata. Fra le iniziative degne di nota quella del comune di Guiglia (MO), che nell’ambito del progetto “Borsa amica dell’ambiente” ha distribuito ai clienti dei negozi 600 borse di stoffa; oppure quella di Ferrara (FE), che ha promosso il recupero del materiale informatico dismesso attraverso l’iniziativa “tRicicloPC con Linux”; o ancora quella del comune di Fidenza (PR), che si è impegnato a diminuire l’uso dell’acqua in bottiglia installando dei filtri ai rubinetti delle mense scolastiche e costruendo una fontana pubblica di acqua potabile filtrata. Da segnalare anche le iniziative di Nonantola (MO), che ha deciso di intraprendere un’azione di riduzione dei rifiuti incentivando l’uso di pannolini lavabili e della Provincia di Parma con l’organizzazione delle “Ecofeste”, ovvero la promozione all’interno delle sagre della raccolta differenziata di tutti i rifiuti comunemente prodotti.

In Emilia-Romagna la raccolta differenziata al 50%. Dalla regione 50 milioni di euro nel triennio 2008-2010.

Ammontano a quasi 50 milioni le risorse previste dal Piano di azione ambientale 2008-2010 della Regione Emilia-Romagna per il settore dei rifiuti, circa un terzo delle risorse messe complessivamente a disposizione nel triennio. Raggiunta a fine 2009 la soglia del 50% di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, l’obiettivo è ora quello di migliorare ulteriormente il sistema di raccolta e gestione, centrando i prossimi traguardi previsti dalla legislazione nazionale e cioè il 65% di raccolta differenziata entro il 2012 e raccogliendo le indicazioni dall’Europa sulla prevenzione, il recupero e il riciclo.

Gli accordi attuativi del Piano, sottoscritti nel corso del 2009 con tutte le Province, hanno già messo a disposizione 20 milioni di euro, per ottimizzare la gestione dei rifiuti urbani ad esempio attraverso il potenziamento delle Stazioni Ecologiche Attrezzate e la diffusione dei centri di recupero per il riutilizzo dei materiali, passando per il recupero di rifiuti abbandonati e la bonifica di discariche vecchie di oltre un quarto di secolo.

Ma altre risorse sono in arrivo proprio in queste settimane. Si tratta di oltre 29 milioni di euro, che serviranno tra l’altra finanziare progetti per la “tracciabilità” (per la quale si è appena sottoscritto un contratto di programma con Confservizi regionale), per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica legate al ciclo di trattamento dei rifiuti, per lo smaltimento dei fanghi di depurazione, per la riduzione alla fonte dei rifiuti, ad esempio attraverso la diffusione di detersivi e generi alimentari “alla spina”. Il Piano di azione ambientale prevede anche risorse per rimuovere manufatti in amianto degli stabilimenti produttivi.