Reggio, frane: Filippi lancia l’allarme



Si è discussa in Assemblea legislativa l’interpellanza a firma Fabio Filippi sul problema frane nell’Appennino reggiano. Il Consigliere del Pdl ha sottolineato la precaria situazione idrogeologica di vaste aree del territorio montano, rilevando la scarsa prevenzione. “Prevenzione che può essere in parte compiuta attraverso la presenza dell’uomo nelle zone di montagna”.

Nell’Appennino reggiano sono stati individuati oltre 4.600 corpi frana di diverso grado di attività. Si stima che oltre il 30% del territorio montano sia interessato dal dissesto. “E’ fondamentale intervenire e programmare politiche serie di prevenzione.” Afferma Filippi.

L’Assessore competente si è impegnato sul monitoraggio continuo dei fenomeni idro-pluviometrici e di quelli di dissesto presenti nell’Appennino reggiano.

I dissesti strutturali più importanti presenti in Appennino interessano gli abitati di Cà Lita-Corciolano nel comune di Baiso, la frana di Cavola nel comune di Toano, la frana di Valestra nel comune di Carpineti, la frana di Cervarezza nel comune di Busana e la frana di Succiso nel comune di Ramiseto.

Sono in corso stralci di lavori sulla frana di Cà Lita- Corciolano e su quella di Cavola per 500.000 euro ciascuna, sulla frana di Valestra per 120.000 euro e su quella di Succiso per altri 500.000 euro. E’ inoltre in programma, per la prossima primavera, il consolidamento dell’abitato di Succiso (1.500.000 euro), il completamento del consolidamento dell’abitato di Cavola (1.160.000), oltre al proseguimento dei lavori della frana di Cà Lita-Corciolano (1.500.000).

“Il problema del dissesto idrogeologico non è né di destra né di sinistra – conclude Filippi – mi sono impegnato personalmente, attraverso contatti con i vertici ministeriali romani e della Protezione Civile, al fine di reperire finanziamenti per il nostro territorio. Come prevede la legge, i fondi nazionali per l’Emilia Romagna, circa 130 milioni di Euro stanziati negli ultimi 4 anni, vengono indirizzati direttamente alla Regione che poi li inoltra ai vari comuni in base alle necessità”.