Aimi (PDL): “I compagni criticano il CIE? E’ la disperata ricerca degli angoli in un’ideale casa rotonda”



“Una struttura funziona? Nessun problema, la sinistra arriva e fa di tutto per contestarne l’operato, invocandone la chiusura. Dove vorranno mai andare a parare le riflessioni poste dalla Cgil nei giorni scorsi riguardo il funzionamento del CIE di Modena? Evidentemente i compagni, tra un’arrampicata sugli specchi saponati e l’altra, trovano particolare beneficio nel cercare angoli e spigoli nell’ideale casa rotonda. Bene, facciano pure. Buon lavoro”. Questo il duro commento del Consigliere regionale del PDL Enrico Aimi, intervenuto per rispondere alle critiche mosse dalla Cgil verso il Centro di Identificazione ed Espulsione di Modena.

“L’escamotage cercato in questa occasione – ha rincarato Aimi – è quello di attaccarsi ai costi di gestione. Per i compagni del sindacato, dopo aver distribuito col ventilatore spara-sentenze critiche e accuse di ogni ordine e grado, tutte puntualmente smontate, retribuire con contratti a tempo indeterminato i lavoratori e garantire un elevato standard alberghiero agli “ospiti”, evidentemente è un problema. E ciò stupisce non poco. Proprio loro – ha sottolineato l’esponente del partito di Berlusconi – strenui difensori del mondo dei lavoratori e fieri paladini dell’immigrazione ad oltranza e a braccia spalancate, strillano contro i costi di gestione destinati a garantire stipendi ai lavoratori e un buon alloggio agli extracomunitari in via di espulsione? Incredibile! Probabilmente gli eredi del “cinese” hanno perso per strada il senso del ridicolo. A nostro avviso, si tratta invece di un chiaro ed ennesimo, quanto stonato, tentativo di attaccare quello che i compagni indicano come ‘lager’, ma che a discapito dei loro fallimenti in tema di politiche sull’immigrazione continua a funzionare e a dare buoni risultati nella lotta contro la clandestinità.

A chi lamenta la carenza di attività ricreative o di socializzazione per gli stranieri trattenuti, continuiamo a ribadire che il CIE non è né un albergo a cinque stelle, né tanto meno un luogo in cui sviluppare attività ludico ricreative. La sua funzione è quella di identificare ed espellere gli stranieri clandestini nel minor tempo possibile e non certamente quella di trattenerli a spese della collettività. Sappiano, però, che tutte queste attività “fondamentali”, compresa un’assistenza sanitaria di prim’ordine, sono assolutamente garantite. Quindi – ha concluso Aimi – rispediamo al mittente questo j’accuse clamorosamente fuori luogo. Se poi vorranno continuare nella loro disperata ricerca di appigli per criticare, facciano pure. D’altra parte, anche i cercatori d’oro d’un tempo, passavano anni sulle rive del Rio Grande alla disperata ricerca di un granellino dorato. Il più delle volte, però, raccoglievano solo granellini di sabbia”.