Unica-Modenantiquaria: da Reggio Emilia 20 espositori



Mobili d’epoca, antichi arredi per esterno, dipinti ottocenteschi e modernariato d’autore: ha preso il via Unica fine art expo, che prosegue fino a domenica 21 febbraio a ModenaFiere. Una mostra mercato di alta qualità con oltre 200 antiquari e una variegata offerta di pezzi rari per collezionisti e appassionati. Sono una ventina gli espositori da Reggio Emilia e provincia.

Quasi 200 gallerie tra le più importanti d’Europa, un’area espositiva di 20.000 metri quadri, tre saloni che compongono l’esposizione in cui si alternano le proposte più prestigiose del mercato antiquario: Unica fine art expo è aperta al pubblico fino al 21 febbraio.

Da 23 anni Modenantiquaria è l’unica rassegna nel panorama europeo a dipingere un affresco completo e variegato dell’arte antica: questo grazie alla rassegna di pittura Excelsior, esclusivamente focalizzata sulla produzione dell’800, alle antichità per esterni di Petra, fino ai gioielli, le supellettili e i mobili più rari ed eleganti di Modenantiquaria.

La manifestazione richiama ogni anno migliaia di appassionati e collezionisti a caccia di arredi, dipinti, tessuti, pezzi d’arte extraeuropea e antichità per esterni. Anche quest’anno gli antiquari da Reggio Emilia e provincia sono numerosi, una ventina, ed espongo le più variegate tipologie di oggetti: dai mobili ai quadri, dal modernariato fino agli orologi e ai gioielli d’antan.

Ecco alcune delle proposte più preziose degli stand targati Reggio Emilia.

Presso lo stand di “Art Canossa” non passa inosservato un intero gazebo esagonale, di grandi dimensioni, in ferro battuto con elementi d’epoca in stile liberty. Ma la specialità di questi antiquari di Ciano d’Enza è l’arredo delle camere da letto, per cui qui si possono trovare letti antichi di ogni epoca, soprattutto del Settecento e dell’Ottocento, provenienti da ogni regione d’Italia: letti genovesi, napoletani, senesi, lucchesi, umbri, siciliani, lombardi ed emiliani. Dal materiale più povero, il ferro, al decoro più prezioso in oro zecchino, tutti i letti proposti sono in ottime condizioni, con pochi interventi di restauro.

“Iotti Antiquariato” presenta in fiera una terracotta del Settecento, raffigurante una Natività, realizzata dal riminese Antonio Trentanove. Si tratta di uno degli scultori riminesi più famosi del secolo: questo artista da giovane studia presso L’Accademia Clementina di Bologna e, a partire dal 1771, lavora a Lugo, Rimini, Forlì e Faenza. A Faenza conosce anche Felice Giani e tra i due si stabilisce una buona intesa e spesso collaborano insieme a diverse opere. Da segnalare allo stand di Iotti anche arazzi, sempre del’700, con scene di caccia e una poltrona Luigi XVI di mirabile fattura.

L’“Atelier Du Bois Antichità” è specializzato invece nell’arredo di case di campagna, con mobili che vanno dal ‘700 fino agli anni ’50 in stile provenzale e arte povera, mentre il biglietto da visita di “Maxi Gioielleria” sono invece gli orologi d’epoca e in fiera si possono ammirare pezzi impedibili: da un raro rolex Daytona in oro giallo 18 carati, realizzato in pochissimi esemplari negli anni ’70 per il principe dell’Oman, con spade arabe in rosso nel quadrante, a un raro cronografo, in acciaio e oro rosa, prodotto nel 1938 in solo 3 esemplari, a tre contatori, del quale non esistono pubblicazioni e poi una vasta gamma di serie limitate di Patek Philippe.

“Stefanini” invece espone a Petra diverse panchine della famosa manifattura Colebrook-dale. Ce ne sono di ogni genere: da quella vittoriana in wire work della seconda metà del XIX secolo, a quella da tennis regencey in ferro inciso, con poggiapiedi e ruote laterali. Una in particolare è molto rara, realizzata da un disegno di Christopher Dresser, in ghisa con seduta in legno. Lo schienale è rettangolare ed è traforata con motivi ornamentali di foglie, contenuti in listelli verticali e archi di ispirazione architettonica. Dipinta di bianco, risale alla seconda metà del XIX secolo. “Stefanini” propone poi anche un contorno vittoriano di fontana scolpito in sandstone, con quattro abbeveratoi laterali per uccelli. Si tratta di un oggetto inglese, sempre della seconda metà del XIX secolo.

Arredi neoclassici, ma soprattutto dipinti del XVIII e del XIX secolo: ecco il pezzo forte di “Phidias Antiques”. Tra le varie proposte in fiera si possono trovare il dipinto a olio su tavola di Cesare Dell’Acqua, pittore di Trieste (1821-1904), che raffigura una fanciulla in costumi orientali intenta nel gioco della trottola. Versatile e prolifico, Dell’Acqua alternò la pittura a olio all’acquerello con pari successo durante tutta la sua carriera e usò il disegno per studi accademici di composizione, appunti dal vero, e non di rado negli acquerelli per esaltare valori di “linea funzionale”, espressiva del movimento. Dell’Acqua è uno dei più grandi esponenti dell’”Orientalismo pittorico”, oggi molto richiesto dai collezionisti e molto raro da trovare in Italia. Phidias Antiques propone – tra gli altri – anche un olio su tela di Pietro Gabrini (Roma 1856-1926), raffigurante un scena pompeiana dal titolo “Presentazione del Toro Farnese”. Il “Toro Farnese” è un’importante scultura della classicità grecoromana che venne rinvenuta nelle terme di Caracalla nel 1545, ed è oggi esposta al Museo Archeologico di Napoli. Il soggetto, tratto dalla mitologia greca (il complesso marmoreo è forse un copia di un originale greco), rappresenta la punizione di Dirce.

Unica-Modenantiquaria prosegue fino a domenica 21 febbraio ed è aperta al pubblico con i seguenti orari: dal lunedì al giovedì dalle 15.00 alle 20.00, sabato e domenica dalle 10.30 alle 20.00 e venerdì dalle 15.00 alle 23.30.

Prenotazioni Art&Food

Per prendere parte a uno degli appuntamenti con gli chef di “Art&food” è sufficiente prenotare online sul sito www.unicaexpo.it oppure telefonare a Stefania di studio Lobo al numero 334-6071145.