Modena, come cambiano i centri di educazione ambientale



I Centri di educazione ambientale diventano Centri di educazione alla sostenibilità estendendo i propri settori di intervento a temi quali la qualità della vita nelle città, la mobilità, i cambiamenti climatici e lo sviluppo economico compatibile con le esigenze ambientali. Lo prevede la legge regionale approvata del dicembre 2009 illustrata in un incontro che si è svolto lunedì 15 febbraio nella sede della Provincia di Modena con la partecipazione di Lino Zanichelli, assessore all’Ambiente della Regione Emilia Romagna, Stefano Vaccari, assessore provinciale all’Ambiente, rappresentanti dei Comuni modenesi, tecnici e esperti di educazione ambientale. Sul territorio modenese sono attivi 14 Centri di educazione alla sostenibilità e uno Sportello verde a Sestola. Il primo a nascere è stato quello di Nonantola (ha già compiuto i 20 anni), mentre la rete parte nel 1991. La loro attività si rivolge soprattutto alle scuole.

Nel corso dell’incontro Zanichelli ha spiegato che «la nuova legge si ispira alle norme europee e agli impegni decennali dell’Unesco e vuole aprire una nuova stagione delle politiche per la sostenibilità che coinvolga tutti gli attori della società». Mentre Vaccari, dopo aver sottolineato l’importanza dell’attività dei Centri di educazione ambientale nei confronti degli studenti, ha annunciato la creazione di un coordinamento provinciale composto dai rappresentanti delle scuole superiori, Università di Modena, Arpa, Ausl e Comuni che avrà il compito di predisporre un programma annuale sull’educazione alla sostenibilità.

Il nuovo organismo, inoltre, avrà il compito di coordinare anche la rete degli “acquisti verdi” dei Comuni. «Si tratta – ha spiegato Vaccari – di favorire le forniture di materiale che garantiscono una maggiore sostenibilità in termini di risparmio energetico, riciclo e riduzione delle emissioni di anidride carbonica».

La Provincia ha già avviato da tempo una politica di acquisti verdi, soprattutto energia da fonti rinnovabili e riciclaggio di materiali vari con un risparmio calcolato di emissioni di anidride carbonica pari a quasi 4.500 tonnellate. Nei mesi scorsi sono state realizzate pure una serie di iniziative di formazione rivolte ai responsabili dei Comuni.