Modena: una Commissione di ingegneri per difendersi dal terremoto



Una Commissione sismica per approfondire le tematiche scientifiche e tecniche, che sono alla base della progettazione e della costruzione di edifici in grado di resistere ai terremoti. E’ quella istituita dall’Ordine degli Ingegneri di Modena, che vede la partecipazione attiva di oltre settanta professionisti operanti sul territorio provinciale. Nonostante, infatti, la nostra provincia non sia stata interessata di recente da eventi sismici rilevanti o distruttivi (come il terremoto che nello scorso aprile ha coinvolto l’Abruzzo), il territorio della provincia di Modena non è certo immune dal rischio sismico, specie nella zona montana e pedemontana. Se, poi, si considera che – come dimostra il caso di Haiti – i terremoti causano danni più gravi ed un elevato numero di vittime laddove esistono aree che sono state rese edificabili senza rispettare i doverosi criteri di calcolo delle strutture, oppure non si è provveduto ad un attento controllo dei materiali edilizi o, ancora, si è costruito ponendo attenzione solo all’economicità degli interventi, ecco che allora si rendono assolutamente necessari i controlli, soprattutto per quegli edifici destinati ad ospitare un elevato numero di persone o utilizzabili nelle operazioni di protezione civile.

“La normativa vigente – dice l’Ing. Giorgio Serafini, responsabile della Commissione Sismica dell’Ordine degli Ingegneri di Modena – prevede che, entro il 31 dicembre 2010, debbano essere soggette a verifica tecnica tutte le costruzioni coinvolte nelle operazioni di protezione civile, ma anche gli edifici che possono ospitare un numero elevato di persone. Rientrano in questa categoria, ad esempio, le scuole di ogni ordine e grado, i cinema, le sale convegni, le discoteche, i musei, le biblioteche, gli stadi, le chiese, i mercati coperti, i centri commerciali e tante altre tipologie di edifici. La legge chiarisce che l’onere della verifica spetta ai proprietari, ma ciò che spaventa è l’elevato numero di costruzioni che risultano soggette a tale verifica: per il territorio modenese stiamo parlando di migliaia di costruzioni. Si pensi a quanto risulti impegnativa, anche solo dal punto di vista finanziario, la verifica per un Comune di medie dimensioni, peraltro soggetto a ristrettezze economiche ed a difficoltà di programmazione finanziaria in relazione al cosiddetto patto di stabilità”.

L’esperienza mostra che è proprio con l’attenzione costante al patrimonio edilizio esistente che la società può mantenere il controllo sui livelli di sicurezza delle costruzioni, con una incisività ben maggiore di quella che si raggiunge attraverso la sola verifica delle nuove costruzioni. “È un fatto – prosegue l’ing. Serafini – che il patrimonio edilizio italiano si rinnovi con grande lentezza; la vita media di una costruzione abitativa, secondo le norme, è di 50 anni. Ma chi investe il proprio denaro in un edificio, si aspetta un utilizzo del bene per un tempo ben superiore”. Ecco che, allora, assume importanza rilevante il ruolo dei professionisti, ma anche la collaborazione dei cittadini, il cui compito sarà quello di verificare che non venga meno, da parte di nessuna delle committenze coinvolte, quella tensione e quell’impegno necessari a raggiungere questo indispensabile livello di conoscenza dell’affidabilità delle nostre città. Proprio per stimolare costantemente le amministrazioni locali e centrali, sensibilizzare le committenze e dotare gli operatori di mezzi culturali e materiali di qualità, l’Ordine degli Ingegneri di Modena sta dedicando risorse significative a questa tematica.