San Cesario: inaugurazione delle sale restaurate di Villa Boschetti


Sabato 29 maggio alle 15.30 a San Cesario sul Panaro inaugurazione delle sale di rappresentanza di Villa Boschetti (Cafè house, Sala delle Tende Militari e studio del Conte Claudio), dopo il restauro degli affreschi e dei dipinti. Interverranno: il sindaco Valerio Zanni, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena Andrea Landi, l’architetto responsabile dei restauri Elisabetta Ansaloni Zivieri, la presidente del gruppo di storia locale di San Cesario Iones Angela Stanzani, ed Elisa Montecchi della Fondazione Federico Zeri dell’Università di Bologna.

Alle 17 taglio del nastro e visita guidata della villa. Alle 18 nella corte di Villa Boschetti concerto: Il salotto romantico, dalla serenata dell’Ottocento al caffè concerto: la magia dello strumento musicale d’epoca. Si esibiranno: Matteo Ferrari (fauto), Andrea Candeli (chitarra). Alle 18.45 nella corte di Villa Boschetti: Sospesi in bosco, performance ai tessuti aerei di Elena Annovi, accompagnata da Matteo Ferrari e Andrea Candeli. A seguire rinfresco e aperitivo offerto da Ingegneri Riuniti.

Le sale oggetto dei restauri

Cafè House. Il Cafè House è una delle parti più nobili dell’antica residenza dei conti Boschetti, denominata non a caso “Fabbricato delle delizie”. Si tratta di un salottino affrescato di forma ellittica, posto al piano terra del complesso residenziale settecentesco che si affaccia sul grande giardino interno, dove i conti erano soliti riposare sorseggiando il tè durante le soleggiate giornate estive. Il vano centrale della cafè house presenta sulle pareti e sul soffitto decorazioni affrescate risalenti al XVIII secolo con motivi allegorici e mitologici. Gli spazi recuperati saranno a disposizione del pubblico e ospiteranno attività culturali come caffè letterari, presentazioni di libri, mostre e altri eventi legati alla letteratura e alle arti.

Sale di rappresentanza al piano primo. Le sale di rappresentanza sono quelle di maggior valore architettonico del fabbricato, sono poste al piano nobile nello spigolo nord-est e si affacciano su Corso Libertà. Il salone d’onore, detto anche sala delle tende militari, di gusto eclettico presenta finti tendaggi e paesaggi. La decorazione dello studio del Conte Claudio, invece, di gusto tardo neoclassico, è scandita da una finta architettura con pannellature e sfondati ed il soffitto a volta si apre su di un cielo con uccelli.

Questi spazi saranno destinati ad ospitare attività culturali e di aggregazione correlate con l’attività principale della biblioteca comunale esistente e con i programmi culturali dell’Amministrazione comunale. Nello specifico il salone d’onore verrà utilizzato per convegni e incontri organizzati dal Comune e da associazioni di categoria, dal mondo imprenditoriale e produttivo locale, con la finalità sia di creare occasioni di confronto tra operatori locali sia di promozione dei prodotti di maggior qualità, soprattutto nel settore vinicolo e dell’alimentazione.

Il percorso di recupero dell’edificio

All’inizio degli anni ’80 il Comune di San Cesario ha acquistato l’edificio settecentesco già residenza della famiglia Boschetti e il suo parco. Nel corso del tempo ha speso oltre 600mila euro per interventi di recupero che hanno permesso di ricavare spazi quali: la sala consiliare, la biblioteca e il centro di educazione e documentazione ambientale, oltre a sale per ospitare mostre e conferenze. Due anni fa la villa è stata dotata di un ascensore e cablata con fibra ottica.

Il cantiere della cafè house (oltre alla conservazione dei dipinti, sono stati rifatti i solai e il tetto e recuperati tutti gli infissi esterni e interni), si inserisce nel più ampio progetto di restauro dell’intera villa di proprietà del Comune, l’edificio storico più importante di San Cesario. Dall’inizio degli anni Ottanta del Novecento, il Comune ha speso oltre 400mila euro per interventi di ammodernamento che hanno permesso di ricavare spazi quali: la sala consiliare, la biblioteca e il centro di educazione e documentazione ambientale, oltre a sale per ospitare mostre e conferenze. Recentemente la villa è stata dotata di un ascensore e cablata con fibra ottica. Il restauro di villa Boschetti si inserisce nel più ampio piano di riqualificazione del centro storico in corso in questi anni. Oltre alla caffè house, i lavori appena terminati hanno avuto per oggetto il paramento esterno che si affaccia sul parco per la conservazione delle residue decorazioni originali, la sala delle serre dove è stato ricavato uno spazio estremamente importante che potrà essere utilizzato a supporto delle varie iniziative culturali e ricreative che si svolgeranno nella villa.

Il costo complessivo dell’intervento è di 1 milione e 100mila euro, finanziati dalla Cassa di Risparmio di Modena alla quale va il ringraziamento dell’Amministrazione comunale. Il progetto completo di ripristino della Villa ha un costo di circa 5 milioni di euro, che si spera possano arrivare da enti privati o da finanziamenti pubblici.

«La concessione e l’utilizzo di questi fondi – afferma il sindaco Valerio Zanni – oltre a mettere a disposizione della comunità di San Cesario importanti luoghi dove svolgere attività culturali, ha permesso di recuperare definitivamente parti artistiche uniche che si stavano perdendo. Credo che questo ultimo aspetto fosse anche un dovere morale e per questo ritengo che il finanziamento concesso sia stato ancora più opportuno e il risultato ottenuto è per tutti noi motivo d’orgoglio».

Cenni storici: San Cesario e la famiglia Boschetti

Le cartografie storiche giunte sino a noi ci danno generalmente un’immagine di San Cesario come paese fortificato, isolato e circondato da una perfetta cerchia di torri e mura, localizzato in un territorio caratterizzato da rilevanti violenze, a causa della sua posizione di confine tra i possedimenti papali del bolognese e quelli estensi del modenese. Esso rappresentava una sorta di avamposto con accesso mediante una strada che lungo il canal Zena (oggi Torbido), giungeva alla via Emilia, in prossimità del Castrum Leonis, nelle vicinanze dell’attuale Castelfranco Emilia.

Dalla documentazione storica e in particolare dalle memorie di Anton Ferrante Boschetti risulta che intorno al 1190 viene edificata la cerchia muraria, ulteriormente difesa da un largo fossato esterno, e che all’interno di essa si trova posto per la erezione di diversi edifici e della cappella dedicata a S. Cesario, ospitando la popolazione locale in difesa del papato, che a quel tempo estendeva i suoi domini mediante la unione di Nonantola con Bologna (1131).

A partire dal 1368 la famiglia Boschetti prende possesso della località, a quel tempo sotto il controllo dei Benedettini di San Pietro, ai quali venne donata nel 945. Da questo periodo inizia una significativa attività edilizia all’interno del borgo e una diffusa coltivazione dei terreni adiacenti, sino a quel momento indicati nella cartografia come “selva”, per attestarne il prevalente carattere selvaggio e disabitato. Dall’inizio del 1700 i confini del comune coincidono più o meno con quelli di oggi.

Gli edifici originariamente abitati dai Boschetti sono l’attuale palazzo e la parte nel vicolo, denominata Cafè House, entrambi probabilmente edificati in queste forme tra la fine del 1700 e la prima metà dell’800. Il palazzo divenne dimora stabile dei conti a partire dal 1788 con il matrimonio di Claudio Boschetti. Dal 1800 a oggi non esistono documentazioni di rilievo particolarmente accurate dell’attuale Palazzo Boschetti, ad eccezione di alcune piante quotate risalenti al 1911, di proprietà del Comune. Da esse si evince che dall’inizio del ‘900 la struttura edilizia non era molto diversa da quella odierna. E’ possibile affermare, quindi, che i fabbricati che oggi compongono palazzo Boschetti non hanno subito trasformazioni rilevanti dal punto di vista edilizio negli ultimi secoli.