“Tumori della Mammella: dalla Ricerca alle Unità di Senologia”: domani congresso a Modena


“Tumori della Mammella: dalla Ricerca alle Unità di Senologia” e il titolo dell’evento congressuale che si svolgerà a Modena venerdì 12 novembre 2010 (a partire dalle ore 9,15) presso il Centro Didattico Interdipartimentale della Facoltà di Medicina e Chirurgia (Policlinico, via del Pozzo) dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.Il convegno, promosso in collaborazione con la Scuola Italiana di Senologia, col patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia e dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena, è organizzato dalla Struttura Complessa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, diretta dal prof. Giorgio De Santis e dalla Struttura Semplice di Chirurgia Senologica, di cui è responsabile il prof. Giovanni Tazzioli. Specialisti provenienti da tutta Italia in oncologia, chirurgia oncologica, chirurgia plastica, radiodiagnostica, radioterapia faranno il punto su alcuni dei principali aspetti innovativi della diagnosi e della cura dei tumori del seno.

In questi ultimi anni si sono verificati radicali cambiamenti delle strategie per il controllo del carcinoma mammario. Si stanno infatti delineando alcune concrete possibilità di prevenzione. In ambito diagnostico l’introduzione di nuove metodiche (mammografia digitale, risonanza magnetica, strumenti per la diagnostica interventistica ecc.) e la sempre maggior diffusione dei programmi di screening hanno portato ad un considerevole incremento del numero di casi individuati in forma precoce. “Questo – afferma il prof. Giovanni Tazzioli – permette di poter eseguire sempre più frequentemente un intervento conservativo con un miglior recupero dell’immagine corporea della paziente, ma soprattutto di migliorare la prognosi di questa affezione”. I dati epidemiologici del 2007 (fonte Registro Tumori della provincia di Modena) mettono in evidenza che il carcinoma della mammella rappresenta il 28,9 % delle neoplasie diagnosticate nel sesso femminile, con un’età media alla diagnosi di 61 anni e un numero di nuovi casi per anno pari a 580.

La terapia ha potuto giovarsi di nuove tecnologie (chirurgia radioguidata, radioterapia intraoperatoria o parziale, ecc) e di farmaci sempre più efficaci e meno tossici. Il convegno, pertanto, vuole essere anche un’occasione di confronto sull’organizzazione e l’attività delle unità di senologia, sia alla luce delle nuove esigenze cliniche sia in riferimento ai provvedimenti legislativi adottati per disciplinare le unità di senologia.

Posto in questa prospettiva, l’appuntamento modenese rappresenta un’iniziativa di grande interesse per lo sviluppo organizzativo dei percorsi diagnostico-terapeutici in ambito senologico. In particolare, in una tavola rotonda che chiuderà il convegno, moderata dal prof. Giorgio De Santis, si parlerà del progetto di Unità di Senologia del Policlinico. In tale contesto infatti l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena ha recepito e fatto proprio in anticipo, rispetto alle risoluzioni del Parlamento Europeo in materia di <Breast Unit>, l’idea della interdisciplinarità del percorso senologico. Qui a Modena, infatti, è da anni attivo il Punto Amico per il Percorso Senologico costituito da un gruppo di professionisti le cui attività sono gestite e coordinate da una segreteria centrale, cui è affidato il compito di ottimizzare, fin dal suo riconoscimento, l’intero percorso di cura della paziente affetta da tumore della mammella.

Per quanto più specificamente attiene al ruolo assolto dalla Struttura Complessa di Chirurgia Plastica Ricostruttiva, va ricordato che essa presenta, su di un arco temporale di 10 anni, una casistica di oltre 600 interventi di ricostruzione mammaria post mastectomia. “Le competenze tecniche da noi sviluppate – afferma il prof. Giorgio De Santis – ci consentono di poter proporre alle nostre pazienti un ampio spettro di possibilità ricostruttive, cha vanno dal tradizionale impiego di dispositivi protesici, alle più sofisticate e moderne ricostruzioni, sia microchirurgiche che non, con tessuti autologhi. A completamento delle suddette metodiche va menzionato l’uso del tessuto adiposo, che rappresenta oggi un settore di grande interesse scientifico per le indubbie potenzialità connesse con la rigenerazione tissutale”.