La consigliera comunale Franca Cerverizzo su accampamento nomadi sgomberato a Sassuolo


Ieri mattina si commentava un articolo apparso sul quotidiano “Il Resto Del Carlino“ titolato “Maxi – accampamento di nomadi sgomberato da polizia e vigili“.

A parte le facili e scontate battutacce sui diversi trattamenti (Ruby – Nomadi) e se vi era stato un “alto“ intervento, la cosa che più mi ha indotta ad una riflessione risiede nella motivazione che ha costretto la “carovana“ a cercare un area di sosta provvisoria nei confini dell’impero territoriale sassolese.

Dalla nota stampa si capisce che una donna della “carovana“ è stata ricoverata a Sassuolo per parto.

Mi è sembrato giusto e logico che tutti si fermassero ad aspettare… in natura succede di norma, basta vedere i “ branchi-carovane” di elefanti… per fortuna per loro che sono “animali“.

La maggior parte dei commenti “sono zingari, che possono anche morire… che stiano fuori dalle balle“.

Come donna e mamma, il momento del parto è una cosa importante, anche per una zingara e bene ha fatto la “carovana“ ad aspettarla starle vicino! Una volta, quando regnava la normalità, nei quartieri, rioni, piccoli paesi, tutti partecipavano all’evento.

Ma dove siamo arrivati!

Dalla nota giornalistica, sembra, che la donna abbia partorito e dimessa il giorno dopo… sinceramente mi sembra strano, forse una nota dell’Ospedale sarebbe gradita, come sarebbe gradito un chiarimento da parte di chi ha eseguito lo sgombero, si dice che sia intervenuto anche il Sig. Sindaco e mi auguro, anzi sono certa,vista la condizione di padre “abbia capito la situazione, ma anche se sono stati interessati i Sindaci di Formigine e di Modena, per una eventuale richiesta di sosta, provvisoria della carovana.

C’è bisogno di sapere come sono andate veramente le cose e gli organi preposti sempre pronti a fornire, in altre occasioni, dettagli con ampia descrizione lo dovrebbero alla città. Mi auguro che i “tranciatori di giudizi e portatori di pregiudizi“, se le cose corrispondono a quanto detto nella nota giornalistica, abbiano lo stesso trattamento sanitario e che il compagno – marito invece di starle vicino va in ufficio o a fare gli affari suoi!

Il Presidente Berlusconi l’altro giorno parlava di “guerra civile“… ovviamente, credo, in modo eufemistico… sono d’accordo per motivazioni diverse.

Franca Cerverizzo Consigliere comunale