Presentato ieri il Progetto sulla valutazione dell’apprendimento degli studenti reggiani

E’ giusto verificare la qualità dell’apprendimento degli studenti reggiani della scuola dell’obbligo per arrivare a definire processi educativi sempre migliori? Secondo l’Ufficio Scolastico Provinciale di Reggio Emilia è giunto il momento di attivare questo percorso attraverso un progetto di valutazione finanziato dalla Fondazione Manodori e condiviso nel metodo e nel merito dall’assessore comunale all’Educazione e alla Scuola Iuna Sassi.

Il progetto triennale, che coinvolge sette scuole medie della provincia per un totale di 990 studenti suddivisi in 47 classi (il 24% degli studenti dell’intera provincia), è stato presentato ieri nel corso di un seminario dal titolo “La valutazione degli apprendimenti come risorsa della Comunità”, organizzato presso l’Aula Magna “Pietro Manodori” dell’Università degli Studi di Modena e Reggio da Rotary Club Reggio Emilia, promotore dell’iniziativa e del progetto condiviso con il Soroptimist locale.

Molto chiara la posizione dei relatori fin dall’apertura dei lavori che, dopo i saluti del presidente della Fondazione Manodori, Gianni Borghi, della presidente del Soroptimist, Franca Porta, e del presidente del Rotary Club Reggio Emilia, Gianni Boeri, ha trovato espressione autorevole nell’intervento di Vincenzo Aiello, Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, il quale ha sottolineato la necessità di “superare l’autoreferenzialità del sistema educativo italiano e arrivare ad una valutazione complessiva del sistema scolastico, tentata già alcuni anni fa dal Ministro all’Istruzione Luigi Berlinguer e ora riproposta dall’attuale Ministro Gelmini, al pari dei paesi europei più evoluti”.

“La creazione di un buon sistema di valutazione nasce dall’analisi dell’enorme quantità di dati di cui la Scuola è già in possesso – ha spiegato il prof. Luciano Rondanini, dirigente tecnico dell’Ufficio Scolastico Provinciale e supervisore del progetto – a cui abbiamo aggiunto altre voci di indagine, come la famiglia, l’ambiente di provenienza, i flussi migratori, e gli esiti dell’apprendimento nel corso del ciclo scolastico di tre anni. Gli studenti sono stati sottoposti a valutazioni interne, da parte dei docenti, e a valutazioni esterne, tramite le prove scritte dell’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione (INVALSI). Nonostante il nostro territorio sia sempre stato considerato molto evoluto sono emerse alcune voci a cui è giusto prestare attenzione, come ad esempio il 12% dei ragazzi esaminati è in ritardo di uno o più anni sull’età prevista per il conseguimento della licenza media o, ancora, si è delineata una debolezza preoccupante nell’apprendimento della matematica”.

Ernesto Passante, dirigente scolastico con 35 anni di esperienza nel mondo della scuola, collaboratore del Ministero dell’Istruzione, ex direttore di Iprase l’istituto di ricerca educativa della Provincia Autonoma di Trento che per prima in Italia ha applicato sistemi locali di valutazione dei processi educativi e soprattutto coordinatore scientifico del progetto avviato dall’Ufficio scolastico reggiano, ha aperto le porte al dialogo con il mondo dei docenti invitandoli a considerare la valutazione degli apprendimenti come uno “strumento utile il cui unico obiettivo, tanto strategico quanto delicato, è il miglioramento del sistema educativo attraverso un progetto partecipato che non può prescindere dal coinvolgimento fattivo degli insegnanti”.

E’ stata Iuna Sassi, assessore comunale all’Educazione e alla Scuola, presente in aula insieme a Ilenia Malavasi, assessore provinciale alla Scuola e alla Formazione, a sottolineare i “criteri di validità e completezza del progetto che coinvolge studenti, famiglie e docenti impegnati a costruire insieme alle Istituzioni percorsi di valore per i giovani e di riconoscimento per gli insegnanti. Non solo quindi ringrazio il Rotary Reggio Emilia – ha concluso l’assessore Sassi – che ha avviato questo percorso di attenzione a Reggio sui temi dell’educazione, la Fondazione Manodori che ha finanziato il progetto sostenuto dal Soroptimist e realizzato dal nostro Ufficio scolastico provinciale, ma mi rendo disponibile fin da subito a valutare questo percorso per diffonderlo ed estenderlo ai diversi Istituti della città”.

Il ciclo di incontri sul tema dell’Education infatti era stato iniziato dal Rotary Club Reggio Emilia nel 2008 con Howard Gardner, noto per gli studi sulle intelligenze multiple, e l’anno seguente con Roger Abravanel e le teorie meritocratiche. Ieri si è aggiunto un importante contributo a favore della formazione dei giovani e dell’intera Comunità nella consapevolezza che la preparazione culturale dei nostri giovani rappresenta uno dei principali fattori strategici per la qualità dello sviluppo del nostro territorio.