Aster, Leoni (PDL): Maletti si arrampica sugli specchi e non spiega nulla

“E’ curioso che l’Assessore comunale Maletti mi accusi di dire cose non vere quando quello che ho riportato è solo ed esclusivamente quello che lei ha approvato e sottoscritto. Rispondendomi sulla chiusura dell’Aster, in realtà l’Assessore non ha fatto altro che confermare quanto ho appreso leggendo testualmente la determina del settore servizi sociali del Comune, per la gestione del centri per demenze Aster, Mingucci e San Geminiano.

Lì c’è scritto, nero su bianco, che il Comune, proprio perché già informato dalla Gulliver dell’intenzione di chiudere il centro Aster entro il 30 giugno, ha deciso di stipulare con la stessa Gulliver, un contratto di soli sei mesi. Contestualmente, con lo stesso atto, confermava il rinnovo dei contratti, fino al 2013 con le Cooperative Cometa 99 e Domus assistenza, per la gestione dei centri per demenza S. Geminiano e Mingucci. Dove, guarda caso, l’Assessore Maletti ha confermato oggi di dirottare tutti gli ospiti dell’Aster che dal 30 giugno troveranno locali chiusi e porte sbarrate”.

Replica alle dichiarazioni dell’Assessore comunale Francesca Maletti sulla chiusura del centro per demenze Aster di Modena, il Consigliere regionale e comunale del Popolo della Libertà, Andrea Leoni.

“Non a caso poi, nella stessa determina era prevista anche la flessibilità nel numero dei posti nei diverso centri funzionale presumibilmente al trasferimento degli ospiti da una struttura all’altra, nel momento in cui una avesse chiuso i battenti. Detto fatto. Le scuse della Maletti quindi stanno in poco posto. La realtà è che il Comune di Modena sapeva da tempo che sarebbe finita così. Sapeva che il 30 giugno l’Aster avrebbe chiuso senza appello, così come sapeva che avrebbe dovuto trasferire gli utenti in altre strutture. Nonostante ciò invece che agli utenti e alle loro famiglie, il Comune ha preferito rinnovare un contratto destinato ad interrompersi dopo solo sei mesi, con grave disagio e danno per gli utenti. Altro fatto inspiegabile è che i famigliari degli ospiti si erano detti disponibili ad un aumento della retta. Fatto sta che la soluzione adottata è certamente la più penalizzante per gli ospiti della struttura, danneggiati da un lato dall’interruzione del servizio il trenta giugno prossimo è dall’altro presi in giro da un Comune che pur sapendolo, non li ha informati di quanto stava accadendo. Questa è la realtà che l’Assessore non riuscirà a nascondere nemmeno con mille giri di parole”.