Modena, “CicloStile: la bicicletta tra arte, artigianato, innovazione e pensiero”

Il gruppo modenese Ciclo/Stile, in collaborazione con gli Assessorati alla Cultura e all’Ambiente e con “Rimessa in movimento-Sistema ciclofficinico”, presenterà “Ciclostile – La bicicletta tra arte, artigianato, innovazione e pensiero”: una mostra di biciclette fatte a mano da artigiani e da amatori provenienti da varie località italiane. L’iniziativa rientra nell’ambito di quelle promosse dall’Amministrazione Comunale per la giornata del 3 Aprile, prima domenica senza traffico.

Sarà questa una anteprima – il numero zero – di un evento che si prevede come un appuntamento annuale fisso per la città sin dalla prossima edizione che vedrà partecipanti italiani ed esteri.

La manifestazione avrà luogo presso il chiostro di Palazzo Santa Margherita, sede della Galleria Civica e della Biblioteca Delfini, in corso Canalgrande 103 con apertura dalle 10,30 alle 18,30.

Nel pomeriggio, a partire dalle 15, presso la sala conferenze della biblioteca si aprirà lo spazio “Pensiero ciclico”: una rassegna di interventi, testimonianze, racconti e letture intorno alla “filosofia” del pedalare.

Saranno presenti, tra gli altri, la giornalista Silvia Zamboni, – già assessore all’ambiente di Bologna e redattrice della rivista “La nuova ecologia” – che presenterà il suo libro Rivoluzione bici, una mappa dei luoghi, delle persone, dei gruppi, dei movimenti e delle idee che stanno rimettendo in discussione il dominio dell’auto.

Roberto Peia, giornalista, fondatore e presidente dell’iniziativa nazionale UBM, Urban Bike Messenger – una sorta di pony-express a pedali con servizio di recapito corrispondenza urbana svolto esclusivamente da fattorini-ciclisti – presenterà il suo libro Tutta mia la città. Diario di un bike messenger.

Gio Pozzo, autore assieme a Adriano Maccarana del libro La macchina perfetta, illustrerà la loro pubblicazione: un manuale di manutenzione della bicicletta, corredato da interessanti aneddoti e da una storia del mezzo che a detta di Ivan Illich rappresenta la perfetta sintesi tra consumi e rendimento.

Oltre a questi sono previsti interventi a sorpresa di modenesi noti e meno noti che condividono l’amore per questo mezzo di trasporto che, unico, garantisce il rispetto totale delle nostre città.

La sezione espositiva presenterà una panoramica di biciclette che abbraccia diversi stili e modelli: dalle eleganti biciclette del passato, magistralmente restaurate dalla Bottega della bici di Reggio Emilia, alle essenziali scatto fisso di IRIDE Fixed Modena; dalle innovative Dibik di Firenze alle “old style” di Orco Cicli Milano, dalle pregiate Abici di Viadana alle speciali di Bressan. Fino alle splendide creazioni dell’unico artigiano modenese: la storica ditta Chiossi.

Accanto a queste una serie di produzioni amatoriali, in cui la creatività prende il sopravvento sulla tecnica, come nelle ri-elaborazioni di alcuni appassionati costruttori modenesi e non.

Un posto d’onore sarà riservato ai prototipi avveniristici dell’IPSIA Ferrari di Maranello, dei quali non sveleremo di più, lasciando a chi non li conoscesse il piacere della sorpresa.

Come corollario saranno presenti postazioni di associazioni e organizzazioni appartenenti al mondo della bici quali la sezione FIAB – Amici della bicicletta di Modena, UBM-Urban Bike Messenger di Bologna, oltre alla libreria Marco Polo con una fornitissima bancarella di libri e guide ciclo-turistiche.

Chi è Ciclo/Stile?

Ciclo/Stile appartiene a quel “popolo” che da sempre combatte la visione asfittica e asfissiante della vita quotidiana che una società dominata dall’automobile ha drammaticamente predestinato alla grande illusione della velocità, all’individualismo esasperato, al consumismo frenetico.

Il popolo dei ciclisti, dei ciclo-amatori, dei ciclomobilisti o come li si voglia chiamare. Di quegli uomini e quelle donne che scelgono di andare a lavorare o a fare la spesa in bicicletta sapendo di rischiare la vita su strade sempre più invase da automobili che crescono smisuratamente sia in numero che in dimensioni.

Ciclo/Stile appartiene anche a quel “popolo” di raccoglitori delle vestigia dell’impero, dei rottami che ad ogni angolo affollano i paesaggi urbani, di quel “popolo” che rifiuta la logica dell’usa e getta ma la sostituisce con il recupero e riutilizzo.

Due popoli che quando si incontrano tendono a fondersi, a diventare uno, come in un naturale processo evolutivo, dando vita a quella nuova identità che qualcuno ha già definito “ri-ciclista”.