Modena, le richieste di Fiba/Cisl a BPER in vista rinnovo CdA

Impegnarsi a ridurre il dissenso dei dipendenti, recuperare lo spirito cooperativo, allargare la governance anche ad altri soggetti rappresentativi del territorio. Sono le richieste che il sindacato bancari Fiba-Cisl di Modena rivolge ai vertici della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna in vista dell’assemblea del 16 aprile per il rinnovo del consiglio di amministrazione. «L’unica novità, rispetto al passato, è il clima un po’ più sereno che sta precedendo l’evento. A nostro avviso – dice la Fiba – è un buon segnale perché l’astio e l’eccessiva conflittualità spesso impediscono di identificare con chiarezza i reali problemi di contenuto che dovrà gestire il prossimo cda, rinnovato anche solo in parte».

Per i bancari della Cisl la crisi, giunta ormai al quarto anno consecutivo e con pesanti ricadute sul mondo del lavoro, richiede uno sforzo superiore di condivisione delle strategie, obiettivi e strumenti. «Le esigenze di bilancio portano oggi tutte le aziende a incentivare politiche di risparmio di breve periodo. Riteniamo indispensabile – afferma la Fiba-Cisl – che Bper si impegni per una nuova relazione con i suoi dipendenti al fine di ridurre il crescente dissenso degli ultimi tempi e permetta di condividere le scelte di lungo periodo».

La Cisl è convinta anche che la banca debba impegnarsi maggiormente nel recupero di quello spirito cooperativo che, nel tempo, ha fatto la sua fortuna. «Oggi questa banca conta un buon numero di soci, ma la stragrande maggioranza di clienti non lo è – osserva il sindacato di Palazzo Europa – Per questo giudichiamo opportuno e urgente cercare nuove modalità di riconoscimento e una più forte identificazione tra banca e cliente, possibile soltanto con un netto cambiamento prima culturale e poi organizzativo. Crediamo che la banca possa riorganizzare e consolidare un nuovo modello federale che mantenga il legame con i territori, per sostenere il lavoro e le imprese là dove le comunità si fondono e vivono, affinché le imprese abbiano il giusto accesso al credito e le famiglie trovino sostegno ai loro progetti di vita».

La Fiba-Cisl dice poi la sua anche sulle questioni di governance, sostenendo che ogni modello ha un suo preciso significato dentro un modello di banca che condiziona il territorio nel quale opera. «La governance che riteniamo più opportuna – dichiarano i bancari Cisl – è quella che riconosce interlocutori non solo tra i grandi industriali, spesso troppo inclini all’autoreferenzialità, ma anche nell’artigianato, nella piccola e media impresa, nel terzo settore e nel sociale: realtà oggi molto vive e, soprattutto, degne della massima riconoscibilità. Siamo disponibili a confrontarci con chiunque sia interessato a questi temi, precisando che faremo quanto possibile affinché – conclude il sindacato bancari Fiba-Cisl di Modena – il nostro lavoro e le nostre scelte vadano a beneficio dei lavoratori della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna».