Ferrari-Maserati: Muzzarelli risponde a Defranceschi (Mov5stelle)


Dalla Fiat solo “risposte vaghe e sfuggenti”, tali da alimentare “preoccupazione” per la sorte dello stabilimento Maserati di Modena e per quello Ferrari di Maranello. E’ la posizione della Giunta regionale, che nel question time in apertura della seduta dell’Assemblea legislativa risponde a Andrea Defranceschi (Mov5stelle), che aveva chiesto aggiornamenti sulla situazione critica degli stabilimenti emiliani del Gruppo Ferrari.

Alla presenza di una delegazione di lavoratori, seduti negli spazi riservati al pubblico, l’assessore Giancarlo Muzzarelli ricorda che fin da febbraio la Giunta ha incontrato sindacati e rappresentanze dei lavoratori. Ha espresso forte preoccupazione per l’incertezza sulla sorte dello stabilimento Maserati di Modena e rimarcato il forte legame fra questo marchio e l’Emilia-Romagna. Finora, ha sottolineato Muzzarelli, la proprietà ha dato risposte vaghe e sfuggenti. Nuove sollecitazioni sono state avanzate a settembre, rimaste senza risposta: non sono sufficienti le parole di Marchionne sugli investimenti a Grugliasco (To), che devono essere aggiuntivi e non sostitutivi, rispetto alla sede storica della Maserati. L’esecutivo regionale avverte il rischio di un progressivo disimpegno della Fiat dall’Italia.

Nella replica, Defranceschi sottolinea che la Ferrari SpA ha deciso di uscire da Confindustria, così come l’intero Gruppo Fiat, a partire dal prossimo 1 gennaio, e che il contratto integrativo aziendale dei lavoratori della Ferrari, scaduto nel dicembre 2008, è stato prorogato al 31 dicembre 2011. Dunque, allo stato attuale, dal 1^ gennaio 2012 i lavoratori della Ferrari e della Maserati non avranno né un contratto nazionale né un contratto aziendale, e sono dunque a concreto rischio i diritti dei lavoratori. Dovrebbe essere un obbligo morale per la Fiat, che per tanti anni ha goduto di imponenti contributi pubblici, sedersi a un tavolo con la Regione. Ma la sensazione- chiude il consigliere regionale- è che si voglia semplicemente imporre il contratto di Pomigliano anche a Ferrari e Maserati, con la differenza che questi marchi sono in piena salute, anzi in una fase che la stampa ha definito come “stato di grazia”.