Presso l’ospedale di Sassuolo attivato un progetto per il monitoraggio da casa di pazienti portatori di pacemaker


Migliorare la qualità della vita dei pazienti e, contestualmente, aumentare gli standard di sicurezza utilizzando la tecnologia più avanzata. Sono questi, in estrema sintesi, i punti di forza di un innovativo progetto, avviato nei giorni scorsi dall’Ospedale di Sassuolo, che punta all’utilizzo di sistemi di controllo a distanza, in remoto, sui cosiddetti dispositivi impiantabili, come pacemaker, defibrillatori e dispositivi per la resincronizzazione cardiaca. Da casa, sfruttando la linea telefonica e una piccola centralina, il paziente, senza nessun onere aggiuntivo, potrà fornire all’equipe che lo segue i dati memorizzati dal dispositivo di cui è portatore; dati che potranno essere valutati con maggiore frequenza e tempestività, riducendo in modo molto significativo gli spostamenti, spesso causa di notevoli disagi.

“Grazie alla qualità dei professionisti che lavorano all’interno dell’Ospedale, all’attenzione e al supporto delle aziende produttrici, ma soprattutto alla disponibilità e collaborazione dei pazienti e dei familiari, siamo riusciti a creare tutti i presupposti affinché la qualità di vita delle persone che assistiamo possa migliorare. Inoltre, la possibilità di seguire un numero rilevante di persone attraverso il monitoraggio da casa ci consente di arricchire in modo significativo la nostra esperienza in questo ambito” ha evidenziato Francesco Melandri, Direttore dell’unità operativa di Cardiologia.

Il progetto di “home monitoring”, cioè di monitoraggio da casa, è partito alla fine di ottobre e per ora ha coinvolto tredici pazienti seguiti dall’unità operativa di cardiologia dell’Ospedale di Sassuolo. L’intenzione è di allargare progressivamente l’esperienza, per diventare un centro di riferimento a livello provinciale. Numerosi i vantaggi potenziali del controllo ‘remoto’. Tra questi, certamente, c’è l’identificazione precoce di problemi tecnici del dispositivo, la possibilità di una reazione tempestiva alle variazioni dello stato clinico e una valutazione immediata dei cambiamenti terapeutici introdotti. Ma il progetto permette anche l’identificazione precoce dei cambiamenti dello stato clinico del paziente, la riduzione e l’ottimizzazione del numero dei follow-up ambulatoriali e, infine, una maggiore razionalizzazione nell’impiego delle risorse del sistema sanitario.

“Con questa iniziativa il nostro ospedale credo faccia un passo avanti rispetto al contesto provinciale. L’elemento di novità non è tanto l’utilizzo di queste soluzioni, quanto la modalità, organica e strutturata, che coinvolgerà progressivamente diverse decine di pazienti. Auspichiamo perciò, dopo aver raccolto tutti i riscontri necessari, di potere diventare punto di riferimento provinciale per questo tipo di attività” ha sottolineato il Direttore sanitario dell’Ospedale di Sassuolo, Anselmo Campagna.

L’obiettivo è di allargare l’esperienza già nei prossimi 2 mesi ad altri 15 pazienti. Va ricordato che nel 2010 i dispostivi impiantati presso l’unità operativa di Cardiologia sono stati 165 collocando la struttura di Sassuolo al 3° posto in Provincia, per numero di impianti, dopo la Cardiologia del Policlinico e Baggiovara.

Dal nuovo PAL sono emerse le prime indicazioni operative che la Commissione Cardiologica Provinciale sta elaborando in un progetto ambizioso: si punta ad di unire in modo funzionale tutti gli aritmologi della provincia, indipendentemente dalla sede in cui operano, perché possano operare assieme per migliorare il livello di professionalità e di sicurezza dei pazienti, e concentrare le procedure più complesse, periferizzando quelle più semplici e quindi ampliando lo spazio, nelle aree più periferiche, per l’avvio di ambulatori dedicati allo studio e valutazione delle aritmie cardiache.

Che il progetto attivato in questi giorni possa potenzialmente avere un significativo sviluppo lo evidenziano anche le statistiche. L’invecchiamento della popolazione e il trattamento con device di nuove patologie ha infatti portato a una espansione esponenziale dell’utilizzo di tali dispositivi e a un aumento del numero e della complessità clinica dei pazienti seguiti dai centri di cardiostimolazione. In Europa i pazienti affetti da scompenso cardiaco sono circa 15 milioni. L’incidenza dello scompenso è tra il 2 e 3% e sale rapidamente al di sopra dei 75 anni, tanto che nella decade 70-80 anni essa è tra il 10 e 20%.

A conferma infine della grande attenzione per l’utilizzo dei dispossitiovi impiantabili, sabato 12 novembre al teatro Astoria di Fiorano Modenese si terrà il XIV Congresso di Cardiologia, organizzato con il contributo dell’Ospedale di Sassuolo e A.I.A.C., tentando di fare il punto sulle novità che riguardano il mondo dei dispositivi impiantabili.