Calcio, razzismo. Il sindaco di Sassuolo: “la città lo condanna”


Constant-milan-3Sassuolo ”non è una città razzista, è una città che condanna il razzismo. In passato, in serie C e in serie B non sono mai successi episodi di razzismo da parte della tifoseria del Sassuolo”. Così il sindaco, Luca Caselli, commenta quanto successo ieri allo stadio di Reggio Emilia dove il giocatore del Milan Constant ha lasciato il campo intorno alla mezz’ora della partita con il Sassuolo, terza sfida del Trofeo Tim, in segno di protesta per alcuni cori razzisti che gli erano stati rivolti.

”Io ero in tribuna – spiega Caselli – dall’altra parte del campo e nessuno ha capito bene cosa fosse successo: cori razzisti non ne ho sentiti, pensavo che Constant fosse stato espulso. Io – ribadisce il primo cittadino sassolese – non ho sentito cori, probabilmente il giocatore ha sentito dire qualcosa da un cretino. Non c’erano settori dedicati a una tifoseria in particolare: se qualcuno ha detto qualcosa, chiunque sia stato è un cretino, di qualunque città sia”.

A Sassuolo, chiarisce ancora Caselli, ”non sono mai successi episodi di razzismo”, in città o allo stadio: ”Sassuolo – chiosa – condanna il razzismo”.