Giornata Mondiale dell’Osteoporosi 2013. Al Santa Maria Nuova controlli gratuiti ed un convegno aperto alla cittadinanza



Anche all’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, come in oltre settanta ospedali del territorio nazionale, verrà dedicata una iniziativa mirata alla conoscenza ed alla prevenzione dei rischi dell’osteoporosi.

È questa una patologia che interessa prevalentemente le donne, in particolar modo dopo la menopausa. L’osteoporosi è una malattia cronica e invalidante consistente nella riduzione della densità e qualità dell’apparato scheletrico cui consegue un aumento del rischio di sviluppare fratture anche per traumi modesti. Per la donna il rischio osteoporosi è più elevato del rischio complessivo di avere un tumore della mammella, dell’utero e dell’ovaio.

L’impegno della giornata, sostenuto anche da O.N.Da. (Osservatorio Nazionle sulla salute della Donna) è di sensibilizzare le italiane nei confronti di una malattia che si previene e si risolve, non solo con un sano stile di vita e una dieta corretta ma anche con un’adeguata informazione.

Dalle 9.00 alle 11.00 di Sabato presso i Poliambulatori dell’Arcispedale saranno disponibili diversi specialisti per effettuare gratuitamente, attraverso la valutazione dei dati anamnestici e delle abitudini di vita, il calcolo del rischio individuale di frattura e verificare l’eventuale indicazione ad ulteriori accertamenti o trattamenti specifici.

Dalle alle ore 11 della stessa mattina, a Palazzo Rocca Saporiti, si svolgerà la tavola rotonda aperta alla cittadinanza dedicata, nella prima parte, ai rischi di osteoporosi collegati alle patologie ormonali e tiroidee, al diabete o a disturbi della alimentazione. Nella seconda parte verranno affrontati, invece, gli aspetti relativi a trattamenti sicuri ed efficaci per prevenire le fratture, sia in termini di resistenza delle ossa che di diminuzione dl rischio di cadute.

Come spiega la dottoressa Maria Lluisa Davoli, medico geriatra della equipe diretta dal dott Alberto Ferrari: “La perdita di densità minerale delle ossa è progressiva con l’avanzare dell’età e purtroppo “silenziosa” fino alla comparsa della frattura, che frequentemente comporta un peggioramento della qualità di vita e talora una grave riduzione dell’autosufficienza e della sopravvivenza. Si stima” conclude la dottoressa Davoli “che dopo i 50 anni una donna su tre e un uomo su cinque andranno incontro a una frattura osteoporotica. Le donne sono i soggetti più colpiti, a causa dell’incremento del fenomeno dal momento della menopausa Conoscere il rischio individuale di sviluppare una frattura ed effettuare in modo corretto un trattamento quando richiesto sono i punti chiave per una efficace prevenzione”.

Il tema di quest’anno della Giornata Mondiale si può riassumere nello slogan “Ossa forti per donne più forti”. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità le donne in menopausa rappresentano la spina dorsale delle famiglie di tutto il mondo e mantenere in salute il proprio scheletro consentirà loro di continuare ad esserlo.

Stime del 2012 hanno confermato che in Emilia-Romagna si sono verificate oltre 6.000 ospedalizzazioni per frattura di femore di cui oltre 600 negli ospedali della nostra provincia. L’Arcispedale Santa Maria Nuova offre servizi che garantiscono una risposta articolata, dalla diagnosi al trattamento delle fratture. Sono attivi, infatti, ambulatori dedicati all’osteoporosi e alle malattie osteometaboliche afferenti ad alcune fra le specialità più coinvolte nella gestione di questa patologia: Geriatria, Endocrinologia e Reumatologia. L’attività clinica si avvale di strumenti diagnostici aggiornati, tra cui una apparecchiatura per la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) di ultima generazione e una vasta gamma di indagini di laboratorio per valutare in modo approfondito le cause di osteoporosi e monitorarne il trattamento. Per chi incorre nella conseguenza più grave di questa malattia, la frattura di femore, da oltre 5 anni è attivo un percorso dedicato di ortogeriatria, che prevede una stretta collaborazione fra geriatri, ortopedici, anestesisti e fisiatri con l’obiettivo di ridurre le complicanze intraospedaliere e la disabilità post-frattura, favorire il rientro a domicilio e prevenire ulteriori cadute e fratture.

La qualificazione dei professionisti è sostenuta da programmi e strumenti di formazione continua, fruiti non solo al personale interno ma anche da operatori di altre regioni, tra cui la redazione del Giornale di Ortogeriatria, pubblicazione mensile di riferimento per oltre 500 professionisti in tutta Italia.

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Nel 2010 in Europa sono state stimate 3,5 milioni di nuove fratture osteoporotiche che hanno comportato costi per 37 miliardi di euro. In Italia si calcola che l’incidenza annuale di fratture di femore raggiunga i 100.000 casi. Stime del 2012 hanno confermato che in Emilia Romagna si sono verificate oltre 6.000 ospedalizzazioni per frattura di femore di cui oltre 600 negli ospedali della nostra provincia.

Oltre ai costi umani, le fratture osteoporotiche rappresentano un grave problema di sanità pubblica, il cui peso continuerà a crescere a causa dell’invecchiamento della popolazione.

Per tale motivo da diversi anni l’International Osteoporosis Foundation in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità organizza il 20 ottobre la Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, con lo scopo di stimolare i singoli pazienti ed anche i governi e le autorità sanitarie a promuovere stili di vita e interventi sanitari efficaci per ridurne l’impatto.

Le strategie raccomandate sono 5: fare regolare esercizio fisico, garantire con la dieta un adeguato apporto di elementi preziosi per le ossa, evitare abitudini di vita scorretta e mantenere un peso ideale, identificare i fattori di rischio non modificabili e farsi consigliare dal proprio medico la terapia più adatta.