“Mani per la Vita”: a Modena una tre giorni per imparare a salvare la vita



viva-dimostrazioneNell’area di Modena in media ogni due giorni una persona necessita dell’intervento di rianimazione cardiopolmonare del 118 di Modena soccorso, per un totale di 150-200 interventi in un anno. L’arresto cardiaco è causa di morte improvvisa in otto su dieci dei decessi di origine cardiovascolare; in Italia si stima un’incidenza di 50-60 mila persone all’anno e l’esito dell’intervento dei soccorsi è positivo nell’11-16 per cento dei casi. Fondamentale, nell’attesa del personale sanitario, è praticare le prime manovre di rianimazione, come il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca e, quando possibile, utilizzare il defibrillatore.

All’importanza di queste azioni di primo soccorso, che possono essere eseguite anche da persone estranee al settore sanitario che hanno seguito un corso di formazione della durata di poche ore, è dedicata la tre giorni “Mani per la Vita” che si terrà in piazza Matteotti a Modena dal 17 al 19 ottobre. L’iniziativa, promossa dalle associazioni Gli Amici del Cuore e Conacuore, patrocinata da numerosi enti e associazioni, tra cui il Comune di Modena, l’Ausl e il Policlinico, e sponsorizzata da varie aziende ed esercizi commerciali del territorio, ha l’obiettivo di sensibilizzare sulla problematica delle morti improvvise, cioè quelle inattese per cause cardiache di persone apparentemente sane, e sulle manovre da mettere in atto per evitare o limitare i rischi per la salute connessi all’arresto cardiaco.

Mani per la Vita si inserisce nell’ambito di Viva 2013, la settimana della rianimazione cardiopolmonare in programma dal 14 al 20 ottobre, istituita dal Parlamento europeo e dalla Società europea di rianimazione e che si svolge sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Senato.

“Tutti possono salvare una vita” evidenzia Giovanni Spinella, presidente degli Amici del cuore. “E’ fondamentale motivare la società civile a prendere coscienza di questa patologia e del suo possibile intervento. Si calcola, infatti, che circa il 70% degli arresti cardiaci avviene in presenza di qualcuno che potrebbe iniziare la rianimazione cardiopolmonare, ma solo nel 15% le persone intervengono con le manovre adeguate e con l’utilizzo del defibrillatore. Se si riuscisse a passare dal 15% al 60% – conclude Spinella – si potrebbero salvare, in Europa, 100 mila persone all’anno”.

Il programma prevede incontri, testimonianze di “salvatori” e “salvati”, dimostrazioni pratiche e formazione per la rianimazione cardiopolmonare: esperti volontari de Gli Amici del Cuore, della Croce Rossa, della Croce Blu e di alcune istituzioni coinvolte, addestreranno alle manovre e all’uso dello strumento salvavita. In piazza Matteotti saranno allestiti spazi dedicati dove sarà possibile ottenere informazioni e una tensostruttura che ospiterà le iniziative. La giornata di giovedì 17 ottobre vedrà protagoniste le Forze dell’ordine, coinvolte in sessioni d’addestramento e, nel pomeriggio, in un incontro pubblico, mentre quella di venerdì 18 coinvolgerà una rappresentanza del mondo scolastico e universitario. Sabato 19 ottobre, alle 10, è in programma una conferenza alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e del mondo del lavoro. Alle 11.15 testimonial d’eccezione saranno i giocatori del Casa Volley Modena, mentre alle 17 sarà dato spazio a storie di vita. “Salvatori” e “salvati” porteranno infatti la propria testimonianza per creare e diffondere la cultura dell’emergenza; tra questi anche Federica Lisi, moglie di Vigor Bovolenta prematuramente scomparso nel 2012 durante un incontro di pallavolo (per informazioni e per il programma dettagliato: email info@maniperlavita.it, www.maniperlavita.it).

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio di Comune e Provincia di Modena, Comune di Castelfranco Emilia, Regione Emilia-Romagna, Prefettura, Polizia di Stato, Accademia, Carabinieri, Guardia di finanza, Corpo forestale, Università di Modena e Reggio Emilia, Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico, Ausl, 118, Ospedale di Sassuolo, Misericordia, Hesperia Hospital, Croce Rossa, Anpas, Avis. Partner dell’iniziativa sono Rotary, Confindustria, Franco Cosimo Panini, Tracce, Conad, Eleclerc, La Rotonda, Coop Estense, I Portali, Grandemilia, Iris, Piacentini costruzioni, LJ Volley, Casa Modena Volley, CarteriA+, Acetaia Leopardi, Alexandra Coster, Modenamoremio, Cantine Riunite & CIV, Eleco, Pyxis, Giuseppe Giusti, Galvani, Panathlon, Associazione Per vincere domani, Collegio provinciale delle Ostetriche, Kerakoll, Ska sicura, Siderurgica modenese.

IN PROVINCIA DI MODENA OLTRE 130 DEFIBRILLATORI

Sono circa 10.000 gli studenti di scuole medie e superiori addestrati alle manovre di rianimazione di base e 1.000 le persone certificate all’uso dello strumento

In Provincia di Modena sono presenti oltre 130 defibrillatori, 30 nell’area sud, 40 in zona nord e 60 nell’area centro. In attesa dell’arrivo dei mezzi di soccorso, il defibrillatore è uno strumento salvavita che può essere utilizzato dal personale laico, cioè non sanitario, che abbia seguito un corso di poche ore per imparare a usarlo e per apprendere le manovre di rianimazione di base, come il massaggio cardiaco.

Sensibilizzare e fornire informazioni sulla rianimazione cardiopolmonare sono gli obiettivi di “Mani per la Vita”, la manifestazione in programma in piazza Matteotti a Modena dal 17 al 19 ottobre con incontri, storie e dimostrazioni pratiche.

Già da anni l’associazione Gli Amici del Cuore e il 118 di Modena soccorso organizzano programmi di informazione e formazione sul primo intervento in caso di persone colpite da arresto cardiaco. A oggi sono circa 10.000 i giovani delle scuole medie e superiori di Modena e Provincia addestrati alle manovre e oltre 1.000 le persone certificate all’uso del defibrillatore.

Lo strumento, inventato dal professor Bernard Lown, fornisce una scossa capace di riavviare la parte elettrica del cuore causa del fenomeno di arresto. Fino a qualche tempo fa poteva essere utilizzato solo da personale medico, mentre grazie alla legge 120/2001 può ora essere usato da qualsiasi persona adeguatamente addestrata e certificata allo scopo. I moderni defibrillatori, infatti, parlano in italiano, fanno la diagnosi, suggeriscono se è il caso di usare lo strumento salvavita e guidano l’operatore, che quindi non è tenuto a improvvisazioni.

GLI INTERVENTI DI MALETTI, MARTINI E PETROPULACOS

L’assessore e i direttori di Ausl e Policlinico hanno evidenziato l’importanza della diffusione della consapevolezza che chiunque può salvare una vita

“La sinergia tra pubblico e privato, tra istituzioni, sanità, mondo economico e associazioni rappresenta un fiore all’occhiello per questa città. L’iniziativa Mani per la vita è un esempio di questo impegno congiunto, grazie al quale si vuole diffondere la conoscenza necessaria per consentire ad ogni cittadino di mettere in atto le azioni di primo soccorso in caso di arresto cardiaco. Ringrazio tutti coloro che hanno dato il proprio contributo all’iniziativa e, in particolare, le associazioni Gli Amici del Cuore e Conacuore per il loro impegno continuo sul tema”.

Lo ha detto l’assessore alle Politiche sociali, sanitarie e abitative del Comune di Modena Francesca Maletti durante la conferenza stampa di presentazione della tre giorni Mani per la vita in programma in piazza Matteotti dal 17 al 19 ottobre.

“Grazie al lavoro ancora un volta determinante del mondo del volontariato – ha aggiunto Mariella Martini, direttore generale dell’Ausl – per alcuni giorni sarà possibile sensibilizzare l’opinione pubblica ricordando che al lavoro svolto con efficacia dalla Centrale operativa del 118 si possono affiancare i cittadini comuni. I dati di sopravvivenza ci fanno capire come un intervento precoce, nei primissimi minuti, può davvero salvare una vita. Ciò è possibile concretamente solo con il coinvolgimento diretto delle persone che assistono all’episodio, aumentandone la sensibilità e le capacità di intervento”.

Licia Petropulacos, direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico, ha evidenziato come le mani, protagoniste anche del titolo dell’iniziativa, “siano strumenti sapienti e potenti alla portata di tutti: il primo soccorso può essere nelle mani di ciascuno di noi – ha precisato – e iniziative come questa possono diffondere, oltre alle conoscenze necessarie all’intervento, anche la consapevolezza che chiunque può salvare una vita”.