Per il Giudice voleva uccidere. Resta in carcere il cinese arrestato dai Carabinieri a Reggio Emilia



tribunale_10Voleva uccidere e per questo resta in galera. A deciderlo, nel corso del’udienza di convalida del fermo tenutasi questa mattina presso il Tribunale di Reggio Emilia, il giudice Dott. Giovani Ghini, che ha quindi convalidato il fermo di Polizia Giudiziaria operato sabato pomeriggio dai Carabinieri del Nucleo investigativo nei confronti del 37enne cittadino cinese Y.H. residente a Reggio Emilia accusato del reato di tentato omicidio. Secondo il giudice la potenza offensiva dei coltelli, con lame di 18 e 19 cm, la reiterazione dei colpi e la loro direzione verso l’addome indicano senza possibilità di dubbio che l’uomo voleva uccidere. Per questo motivo nel convalidare il fermo il giudice ha applicato a carico del 37enne la custodia cautelare in carcere. Il grave episodio di sangue si ricorda avvenne alle 23,00 di domenica 6 ottobre scorso ai danni del cittadino cinese 39enne residente in provincia di Rovigo trovato in un pozza di sangue lungo Via Turri con circa un metro d’intestino fuori dalla pancia. Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia accertarono che aggressore e vittima avevano trascorso, insieme ad altri connazionali, la serata in un ristorante cinese nei pressi della Stazione Ferroviaria del capoluogo reggiano. All’uscita dal ristorante, probabilmente complice anche l’uso smodato di bevande alcoliche, i due sono venuti alle mani con l’aggressore che si allontanava dopo l’acceso alterco. Poco dopo però tornava in Via Turri e armato di mannaia e coltello raggiungeva il connazionale colpendolo con alcuni fendenti alla pancia tanto da provocarne l’eviscerazione dell’intestino. Quindi le meticolose indagini dei Carabinieri, che seppur rese difficili dall’omertà dell’ambiente, hanno portato, a meno di una settimana dal’accoltellamento, all’identificazione del responsabile sottoposto nel tardo pomeriggio di sabato scorso, al fermo di d’indiziato di delitto. Provvedimento oggi convalidato dal giudice che ha disposto l’applicazione della custodia cautelare i carcere per l’aggressore.