La Caserma dei Carabinieri di Brescello intitolata a Merlino, caduto a Nassiriya



E’ stata intitolata al Sottotenente Filippo Merlino, una delle vittime dell’attentato di Nassiriya in Iraq del 12 novembre 2003, la caserma dei carabinieri di Brescello, nel reggiano. Questa mattina, con inizio alle 11,30, la cerimonia solenne, con la partecipazione di parlamentari, autorità locali, cittadini e scolaresche. Gli onori militari sono stati portati dal Generale di Brigata Antonio Paparella, Comandante della Legione Carabinieri dell’Emilia Romagna. Quindi la rievocazione dell’eccidio e poi gli interventi del Colonnello Paolo Zito, Comandante Provinciale di Carabinieri di Reggio Emilia, e del Sindaco di Brescello, Giuseppe Vezzani. A seguire il Comandante della Legione Carabinieri Emilia Romagna Generale di Brigata Antonio Paparella, il Prefetto di Reggio Emilia D.ssa Antonella De Miro, il Sindaco di Brescello Giuseppe Vezzani, il Comandante Provinciale Colonnello Paolo Zito, il Cappellano Militare Don Severino Mottironi, la Signora Alessandra Savio, il figlio Fabio Merlino, il fratello Maresciallo Capo Angelo Domenico Merlino e il comandante della Stazione di Brescello Maresciallo Aiutante Stefano Airini hanno proceduto allo scoprimento della stele a cui ha fatto da sfondo il silenzio suonato dalla Fanfara dell’Arma dei Carabinieri del 3° Battaglione Carabinieri Lombardia, mentre i reparti schierati (un picchetto composto dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia ed un plotone dei Comandanti di Stazione della Compagnia di Guastalla) rendeva gli onori al caduto. Quindi il Cappellano Militare ha proceduto alla benedizione della stele dedicata alla memoria del sottotenente Merlino, all’epoca impegnato nella missione di peacekeeping “Antica Babilonia”. Si legge nelle motivazioni che hanno portato al conferimento della Croce d’Onore: “a seguito di improvviso attacco ad una istallazione del contingente nazionale, veniva mortalmente investito dal devastante scoppio di un’ingente quantità di esplosivo, provocato proditoriamente da cellula terroristica suicida, sacrificando cosi’ la propria vita ai piu’ sacri valori dell’amor di patria e dell’onore militare. Chiarissimo esempio di eletta abnegazione ed incondizionata dedizione al dovere”.