Tollari (Uil): “La sicurezza a Modena”



E’ da tanto tempo che la UIL denuncia che Modena e provincia in questi anni hanno subito una forte recrudescenza dei reati contro il patrimonio e le persone. Purtroppo dobbiamo rimarcare come il nostro territorio sia interessato da fenomeni criminosi diffusi, che approfittano degli scarsi controlli, della mancanza di organici delle forze dell’ordine, dell’età delle vittime per agire pressoché indisturbati contro le persone e le loro proprietà. Il fenomeno degli scippi non è più legato alla semplice tossicodipendenza.

Furti nelle case, rapine nei locali pubblici, furti di automobili, ma anche di biciclette e di motorini, furti di materiale dai cantieri, ma anche di tombini in ghisa dalle strade; tutto serve purché sottratto illegalmente ai legittimi proprietari e alla collettività.

Mentre la gente chiede azioni di repressione efficaci e un maggiore controllo del territorio da parte dello Stato, le istituzioni di governo non stanno facendo nulla oltre le parole di circostanza e di condanna. Chi ricetta le automobili rubate? Chi ricicla gioielli e proventi delle attività criminale?

Perché tanti responsabili di reati cosiddetti minori (e non solo) sono sempre a piede libero, nonostante siano finiti più volte pizzicati dalle forze dell’ordine, magari già colpiti da provvedimenti di espulsione, ma mai fatti risalire sul primo aereo utile per il rimpatrio?

Perché in questo stato deve essere più facile trovare un’arma che un lavoro?

Certo che l’attuale situazione di crisi non aiuta, ma è necessario che lo Stato adegui le proprie strutture alle esigenze del momento. La sicurezza è uno dei beni primari ed è alla base del patto sociale tra lo Stato e i cittadini. Non è pertanto accettabile che si sommino ai ritardi nella riforma del processo penale, l’inadeguatezza delle strutture carcerarie, la mancanza di organici, il deficit e lo squilibrio enorme di uomini e mezzi necessari per presidiare un territorio e l’effettiva presenza dello Stato nella nostra collettività. Non è nostro interesse strumentalizzare politicamente il tema della sicurezza. E’ un tema che non è né di destra né di sinistra, ma riguarda il benessere e la convivenza civile di tutti i cittadini.

Occorrono riforme profonde degli ordinamenti penali, processi certi e pene sicure. In Germania il sistema giustizia si finanzia coi proventi delle spese processuali e delle sanzioni che sono parte integrante del giudizio. Nessuno può sottrarsi. Si valutino seriamente anche le proposte di detenzione presso i paesi d’origine. Qui si deve fare molto sia per rendere più umane e vivibili le carceri, ma si deve anche dare la certezza della pena se ci si vuol chiamare stato di diritto e dare un minimo di deterrenza ai reati. E’ ora di cambiare rotta e invece di litigare o piantare bandierine politiche o spot elettorali occorre agire, ognuno nei ruoli che gli competono.

 

(Luigi Tollari, Segretario Generale UIL Modena)