Presentata oggi la ricerca sui risultati scolastici di 3231 studenti reggiani nel convegno organizzato dal Rotary Club Reggio Emilia



La-platea-in-sala“Valutare gli alunni, gli insegnanti e le scuole: un’opportunità per l’intera Comunità” è il titolo del convegno organizzato oggi, giovedì 24 ottobre, dal Rotary Club Reggio Emilia nel corso del quale è stato presentato il rapporto conclusivo del progetto “Verso un sistema provinciale di valutazione”, un’indagine, effettuata grazie al contributo di Fondazione Manodori e Rotary Club, che ha preso in esame gli esiti scolastici in italiano e matematica di 3231 studenti reggiani di sette scuole reggiane (per quasi 13.000 pagelle consultate) che hanno sostenuto, dal 2010 al 2013, gli esami di licenza media. Presenti molte autorità tra cui l’assessore comunale all’Educazione, Iuna Sassi, la professoressa Silvia Menabue, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, il presidente nazionale di Federmeccanica, Fabio Storchi, e Gianni Borghi, presidente della Fondazione Manodori che ha sostenuto la ricerca.

Coordinatore del progetto Ernesto Passante il quale ha spiegato che “per ogni allievo delle 146 classi terze medie costituite nelle sette scuole selezionate nella provincia di Reggio in tre anni scolastici sono state raccolte 20 valutazioni longitudinali in italiano e in matematica (dalla quinta primaria fino all’esame di terza media) e una dozzina di preziose “informazioni di sfondo”, riguardanti il genere, l’età, la cittadinanza, le eventuali certificazioni di disabilità, la condizione professionale e culturale dei genitori”. L’indagine ha evidenziato un miglioramento dei risultati nel corso dell’anno scolastico tra I e II quadrimestre per entrambe le materie, sia italiano che matematica, le condizioni socioculturali della famiglia influenzano in misura determinante i risultati e nelle scuole più grandi alcune sezioni mantengono valutazioni medie più elevate di altre (ciò induce a verificare la formazione delle classi e la stabilità dei docenti). Ma il dato più eclatante riguarda l’esame conclusivo del primo ciclo scolastico al quale non è attribuita alcuna prerogativa di selezione in quanto il numero dei bocciati risulta assolutamente inconsistente.

Il progetto di Reggio apre la strada alla diffusione su tutto il territorio nazionale di un sistema condiviso di valutazione degli studenti e dei docenti di cui il professor Dino Cristanini, già direttore generale Invalsi, sottolinea l’importanza purché “si basi su alcuni parametri oggettivi forniti dal Ministero dell’Istruzione e da Invalsi, l’istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, per evitare casi di eccessiva indulgenza e costruire un sistema comune di analisi in grado di rilevare i punti forti, ma soprattutto i punti di miglioramento”.

L’importanza di un sistema educativo efficiente basato sulla valorizzazione delle diversità è stato al centro dell’intervento di Alberto Meomartini, presidente della Commissione Università di Confindustria, al quale è seguito il video-messaggio di Marco Rossi Doria, Sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il quale ha elogiato il progetto realizzato a Reggio Emilia, evidenziando che diverse iniziative di questo genere si stanno diffondendo su tutto il territorio nazionale, quindi ha sottolineato il sostegno da parte del Ministero dell’Istruzione la cultura della valutazione per favorire il miglioramento del sistema scolastico nazionale.

A conclusione del convegno il dirigente tecnico dell’Ufficio Scolastico della Regione Emilia Romagna, Luciano Rondanini, ha annunciato la pubblicazione del rapporto conclusivo del progetto “Verso un sistema provinciale di valutazione” entro l’anno.