Sport e Comunità: presentati i progetti e i risultati della Fondazione per lo Sport del Comune di Reggio Emilia



Sport-e-ComunitaSe poco meno di un anno fa nella Sala del Tricolore la Fondazione per lo sport del Comune di Reggio Emilia, alla presenza del sindaco, presentava il progetto “Sport e Comunità”, attraverso cui il mondo sportivo dilettantistico veniva stimolato a diventare promotore di welfare nella comunità reggiana, oggi si può dire che quella sfida è stata raccolta.

“Sport e comunità” infatti ha già mosso i suoi primi passi in tre delle quattro macro aree di lavoro scelte: management e marketing, socialità, ricerca e formazione, promozione e comunicazione.

E’ questa la risposta della Fondazione per lo Sport e del mondo sportivo dilettantistico reggiano che in essa si riconosce, rispetto al più vasto progetto di “Città educante” che il Comune di Reggio Emilia persegue. Un Patto per l’educazione che rende l’intera comunità responsabile della formazione dei cittadini.

 

Progetti e azioni in corso sono stati presentati stamani in una conferenza stampa dal sindaco vicario di Reggio Emilia Ugo Ferrari, dalla presidente della Fondazione per lo Sport del Comune di Reggio Emilia, Milena Bertolini, dagli assessori all’Educazione Iuna Sassi e alla Coesione e sicurezza sociale Franco Corradini e dal direttore della Fondazione per lo Sport, Domenico Savino.

“Un anno fa – ha detto Ferrari – su impulso del sindaco Graziano Delrio, il progetto Città educante venne proposto dal Comune di Reggio alle agenzie educative del territorio, ai gruppi di volontariato e alle diverse associazioni, comprese quelle sportive. Le persone, le famiglie, il volontariato, il territorio, il welfare sono il cuore di questo progetto, che vede già i suoi primi risultati, in questo caso grazie al contributo del mondo sportivo che si riconosce nella Fondazione per lo sport del Comune di Reggio Emilia. Questo specifico progetto, Sport e Comunità, declina il progetto Città educante nell’ambito sportivo, con un ruolo importante sul versante sia educativo, sia del welfare. Lo sport, infatti, è luogo di educazione, aiuto alle famiglie nella crescita dei ragazzi. E’ rispetto dell’altro e delle regole, che consentono una convivenza civile, è vincere senza ‘stravincere’ e formarsi anche attraverso qualche sconfitta.

“L’educazione – ha proseguito il sindaco vicario – è un tema centrale per la nostra città, una competenza distintiva riconosciuta a livello internazionale e che, negli anni, ci ha portato a investire sulla fascia 0-6 anni e a creare la Fondazione Reggio Children per diffondere la concezione di educazione come motore di sviluppo della comunità. Ricordo anche l’investimento sull’educazione permanente, attraverso il lavoro di Officina Educativa. Il nostro obiettivo infatti è lavorare sulla fascia 0-99 anni, come già accade nelle esperienze ad esempio di Leva Giovani, dove i ragazzi insegnano agli anziani l’informatica e l’utilizzo di internet. Con le attività della Fondazione per lo Sport facciamo un altro importante passo avanti. Rafforziamo i servizi pensati per bambini e adolescenti, già avviati con i progetti delle Scuole aperte al pomeriggio e che hanno coinvolto finora circa 1.500 ragazzi. Continuiamo dunque a lavorare per responsabilizzare tutto il territorio nei compiti educativi. La crisi, che ci stimola a unire le forze e a coordinarle sempre meglio, è in questo senso un’occasione anche per il rilancio educativo.

“Un grazie dunque – ha concluso Ferrari – a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questa iniziativa, dalla Fondazione alle società sportive, ai volontari e agli allenatori per la preziosa partecipazione”.

“Le attività che presentiamo oggi – ha detto la presidente Bertolini – stanno dentro al progetto più grande di Sport e Comunità con cui abbiamo l’ambizione di promuovere lo sport in vari ambiti. Ma con cui abbiamo anche l’aspirazione di incidere su una cultura dello sport, che abbia come obiettivo l’educazione, l’integrazione, la coesione, il rispetto degli altri e delle regole del gioco. Sono qualità che lo sport dichiara, ma che non sempre applica. Spesso siamo infatti di fronte a una selezione esasperata, anche in giovanissima età, che crea senso di frustrazione e abbandono precoce.

“Le nostre proposte, che nascono da un approccio sistemico di progettazione – ha concluso la presidente – sono diffuse su tutto il territorio comunale e sono soprattutto presenti nei quartieri a rischio di esclusione e devianza. Vanno anche incontro a quelle famiglie che, per problemi economici, non riescono a sostenere le spese per mandare i propri figli a praticare sport”.

L’assessore all’Educazione Sassi ha sottolineato che “il mondo dello sport è un punto di riferimento cruciale per le famiglie e per l’educazione. Lo Sport, come la Musica, è per i ragazzi una frequentazione, un esercizio che favorisce la coesione fra loro, lo sviluppo i una relazione di amicizie, l’acquisizione e il rispetto delle regole. Possiamo dire che lo Sport sia una palestra di educazione civica, che ha sede nelle società sportive e nelle numerose strutture impiantistiche di base presenti nella nostra città.

“Parliamo dunque – ha aggiunto Sassi – di attività educative e motorie diffuse, di grande valore, anche per la salute, che fra l’altro, grazie alle attività di base, rispondono all’abbandono delle attività sportive spesso frequente in Italia, a causa di quegli eccessi di selezione agonistica che si possono verificare”.

L’assessore alla Coesione sociale, Corradini ha posto l’accento sulle “forti potenzialità che lo Sport esprime sul piano dell’inclusione e dell’aggregazione fra giovani e adulti” e ha sottolineato “il valore molto rilevante che lo Sport assume anche nel dialogo interculturale, perché favorisce l’incontro e il dialogo fra persone di culture e origini fra loro diverse.

“Nell’epoca di grandi cambiamenti sociali e culturali che attraversiamo – ha aggiunto Corradini – è necessario fare governance e costruire alleanze nelle città, sulla base di quanto esiste nelle comunità e sul territorio, senza spaventarci e anzi superando le tensioni le difficoltà che inevitabilmente si incontrano. Credo che i risultati del progetto che oggi presentiamo siano ottimi, sia sul piano della governance, sia sul piano delle prospettive progettuali per il futuro”.

“La Fondazione per lo Sport – ha detto il direttore Savino – è un soggetto istituzionale delle società sportive che vi aderiscono ed è per le società sportive. Non è nata essenzialmente solo per gestire gli impianti sportivi, ma per essere uno degli attori di quel sistema che fa di Reggio Emilia quello che è: comunitaria e con un forte impegno sociale. Ringrazio perciò a mia volta le società sportive partecipanti, poiché è soprattutto attraverso di loro che questi progetti hanno potuto essere realizzati. Progetti realizzati anche attraverso quei risparmi gestionali della Fondazione, che le stesse società hanno contribuito, in maniera determinante, a conseguire: non un euro in più di spesa per questi progetti e per fare molto di più”.

 

PROGETTI E AZIONI PRESENTATI – Per le società sportive sono stati organizzati corsi di formazione sulla gestione societaria e degli impianti; in collaborazione con gli enti di promozione sportiva, è stata di recente costituita una struttura di promozione e comunicazione che servirà, oltre la comunicazione istituzionale della Fondazione, soprattutto lo stesso mondo sportivo reggiano.

Tuttavia l’area in cui “Sport e Comunità” ha maggiormente investito è quella sociale, a partire dal sostegno a Danzability, un progetto di inclusione legato alla disabilità. Seguono le proposte in campo educativo Campus e Cantieri sportivi, due progetti che, dopo qualche sperimentazione durante le attività estive 2013 di volontariato, sono partiti a pieno ritmo nel mese di ottobre. Poggiano su una rete vasta, costituita da 30 allenatori di 11 società sportive, da oltre 30 educatori e volontari di 6 agenzie formative, si tengono in 15 luoghi della città e hanno coinvolto, in media, circa 300 tra bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Poi ci sono i numeri della Fondazione per lo sport che finanzia i due progetti: quasi 80mila euro nel 2013, che potrebbero diventare quasi 100mila nel 2014.

 

DANZABILITY – Il “Centro permanente di danza Let’s dance” – a cui è affidato in gestione dalla Fondazione la palestra pubblica Let’s dance (via XX settembre 1/a) – come società sportiva dilettantistica si occupa da anni anche di un progetto culturale dedicato alle persone diversamente abili, Danzability. E’ una tecnica di danza che permette a persone abili e disabili di incontrarsi attraverso un percorso di ricerca che sfrutta le abilità fisiche ed espressive individuali superando lo scoglio della comunicazione verbale. Un progetto realizzato da un equipe di circa 50 persone, di cui 25 danzatori, sia abili che diversamente abili. Un’esperienza di alto valore sociale sostenuta anche economicamente dalla Fondazione per lo Sport poiché lavora sul disagio e l’accoglienza, temi propri anche del progetto “Sport e comunità”. Il finanziamento di 5mila euro del 2013 è finalizzato alla realizzazione dello spettacolo “La giostra di Amleto” che porta in campo il tema dell’esserci e del non esserci, dei diritti e delle opportunità di felicità. Lo spettacolo, in collaborazione con Aterballetto, andrà in scena il 23 novembre (nella sede di Let’s Dance, via XX Settembre 1/a), il 29 e 30 novembre (nella sede di Aterballetto, via Costituzione 39) e il 13 dicembre (teatro Asioli a Correggio).

 

CAMPUS E CANTIERI SPORTIVI – Sono proposte che vogliono dare significato alle interazioni che esistono tra il sistema formativo e quello del mondo dello sport. Sono rivolte rispettivamente ai bambini e bambine dai 6 agli 11 anni e ai ragazzi e ragazze tra i 14 e i 20 anni.

Il progetto Campus intende offrire spazi educativi pomeridiani in cui sia possibile svolgere i compiti, ma anche praticare attività ludico motorie, in stretta collaborazione con le società sportive e il volontariato sociale. Si svolgono da ottobre 2013 a maggio 2014.

I Cantieri sportivi sono opportunità diffuse sul territorio, luoghi informali dove poter conoscere e praticare diverse attività sportive, da quelle più tradizionali come il calcetto, rugby, basket e nuoto, al flag footbaal, skate, chanbara, tiro con l’arco, pattinaggio e tree climbing. Un’opportunità per i giovani di incontrare altri giovani, di prendersi cura di sé e di imparare un gioco con le sue regole. Si svolgono da ottobre a novembre/dicembre 2013 e poi ancora nella primavera/estate 2014.

Le due proposte sono offerte in vari quartieri della città: Foscato, Roncina, Regina Pacis, San Pellegrino, Villaggio Stranieri, Santa Croce, la zona dello stadio Giglio, stazione ferroviaria, Fenulli, Acquedotto, il parco Cervi e il parco del Gelso, le Ville di Massenzatico, Gavassa e Sesso.

Le sedi sono quelle delle società sportive, ma anche di oratori, centri sociali, spazi di aggregazione, parchi.

In questi due progetti sono coinvolte 11 società sportive che mettono in campo 30 allenatori; 6 agenzie formative che, tra volontari ed educatori, comprendono oltre 30 persone. Il numero dei ragazzi che partecipa è ancora oscillante poiché per i Campus stanno terminando in questi giorni le adesioni; rispetto ai Cantieri sportivi, se l’approccio iniziale è stato timido, poi, attraverso soprattutto il passaparola, la partecipazione si è via via infoltita. Complessivamente oggi si può parlare di una media di presenze, tra Campus e Cantieri, di circa 300 ragazzi e ragazze.

Le cifre finanziarie sono invece quelle della Fondazione per lo sport che – grazie a una oculata gestione delle risorse – ha potuto stanziare, per rendere operativi i due progetti, quasi 80mila euro per il 2013, che potrebbero diventare quasi 100mila per il 2014.

Le due proposte educativo/sportive sono il risultato di un lavoro meticoloso di messa in rete di conoscenze, risorse e possibilità curato dalla Fondazione per lo sport del Comune di Reggio Emilia che si è avvalsa della progettazione di Officina Educativa, dei Servizi sociali territoriali – Poli territoriali, dei Servizi per le Politiche d’integrazione e Inclusione del Comune di Reggio Emilia. Ai progetti collaborano gli enti sportivi Coni, Csi, Uisp e le singole società sportive partecipanti: Basket Jolly, Daino Gavassa, Olimpica Sport, Polisportiva Foscato, Polisportiva Pegaso, Reggio Calcio, Us Reggio Emilia, Reggio United, Rugby Reggio, Santos 1948 e Volley Massenzatico. Sono inoltre realizzati in cooperazione con i soggetti del “terzo settore” e precisamente: Amici di Gancio, Cooperativa sociale San Giovanni Bosco, Centro sociale Papa Giovanni XXIII e Net, associazione di volontariato Perdiqua, Solidarietà90. Ci sono inoltre associazioni che mettono a disposizione i loro spazi: Centro sociale Foscato, Centro sociale La Paradisa, Circolo Arci Pigal, l’oratorio della parrocchia Sacra famiglia di Roncina e la parrocchia Santa Maria Assunta di Villa Sesso.

 

IL PROGETTO SPORT E COMUNITA’ – Sport e Comunità riunisce, intorno a un comune progetto educativo, diversi attori del mondo sportivo, delle istituzioni e del privato sociale. Il progetto assegna al mondo sportivo cittadino un compito specifico rispetto all’emergere di nuove esigenze sociali, valorizzando tutte le esperienze di solidarietà accumulate nel corso degli anni all’interno del “modello emiliano”. Lo sport si pone in questo modo al centro di una “rete di comunità”, in cui è chiamato a giocare un importante ruolo e in cui deve sapere mostrare la capacità di arricchire il proprio tradizionale profilo di “sport competitivo”, con nuove dimensioni educative, culturali e relazionali, per diventare anche “sport delle competenze”.

E’ questa appunto la risposta della Fondazione per lo Sport e del mondo sportivo dilettantistico reggiano che in essa si riconosce, rispetto al più vasto progetto di “Città educante” che il Comune di Reggio Emilia persegue. Un Patto per l’educazione che rende l’intera comunità responsabile della formazione dei cittadini.

 

LA FONDAZIONE PER LO SPORT – La Fondazione per lo Sport è una fondazione di partecipazione. Un ente senza scopo di lucro, costituito dal Comune di Reggio Emilia, ma partecipato da enti e associazioni sportive, oltre che dal volontariato. In particolare gli enti di promozione sportiva, il Coni e le Associazioni sportive partecipanti sono chiamati a realizzare, direttamente, politiche sportive condivise. Politiche che si basano su una concezione dello sport inteso come strumento di educazione e formazione personale e sociale.