Ognissanti di sangue a Reggio Emilia, un arresto



carabinieri-notturnaMentre si è andata a definire la dinamica del grave episodio di sangue verificatosi ieri mattina a Reggio Emilia, restano ancora da chiarire i motivi che abbiano innescato l’efferata lite culminata con il ricovero in gravi condizioni di un cittadino nigeriano. In questa direzione ora fervono le indagini dei Carabinieri reggiani che vogliono evitare “eventuali” faide tra opposti gruppi nigeriani. Nella more che le investigazioni chiariscano questi aspetti la prima forte risposta dei Carabinieri reggiani del Nucleo Radiomobile è arrivata con l’arresto del 24enne N.C. abitante in Via Dalmazia di Reggio Emilia finito in manette con l’accusa di lesioni aggravate.

Secondo la ricostruzione investigativa dei Carabinieri erano da poco dopo passate le 9,00 di ieri quando un 21enne cittadino nigeriano abitante in città (ovvero colui che attualmente è ricoverato in ospedale ndr) armato di due coltelli ed accompagnato da due connazionali bussava alla porta del 24enne N.C. cercando di colpirlo con un fendente. Quest’ultimo riusciva a schivare il colpo afferrando il coltello e ferendosi alla mano. Mentre gli accompagnatori del 21enne dopo aver recuperato i coltelli fuggivano tra i due iniziava una violenta lite nel corso della quale il 24enne N.C. prelevava da terra una bottiglia di birra che infrangeva iniziando a colpire ripetutamente il 21enne che cercava invano di colpirlo con un cacciavite. Quindi l’allarme al 112 e l’intervento dei Carabinieri che ponevano fine all’efferata lite attivando i soccorsi. Il 21enne veniva ricoverato presso l’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia per lesioni volari da taglio all’avambraccio dx con recisione dei tendini del polso e ferite alla testa ed alla schiena. Piu’ lievi le condizioni dell’arrestato dimesso con una prognosi di 18 giorni per ferita da taglio alla mano dx e trauma contusivo alla caviglia sx. Resta ora da capire quali “interessi” le parti abbiano inteso “tutelare” dando luogo ad un  grave episodio di sangue che poteva, per l’efferatezza evidenziata, rischiare di vedere un uomo morire.