Modena, nuova sede comunale: “no a entrambe le proposte”



Municipio_ModenaNessuna delle due proposte esaminate dal Comune di Modena per l’individuazione di un nuovo direzionale in cui collocare gli uffici comunali permette di “garantire il raggiungimento di condizioni più vantaggiose per l’Amministrazione rispetto a quelle attualmente sostenute”. Sono le conclusioni a cui è arrivata oggi, martedì 5 novembre, la commissione tecnica nominata nell’ambito dell’indagine di mercato indetta lo scorso anno con l’obiettivo, appunto, di selezionare un nuovo direzionale, come previsto dal Piano di definizione logistica delle sedi comunali approvato dal Consiglio comunale. L’obiettivo era la razionalizzazione dell’organizzazione degli uffici, riducendo il numero di sedi, anche allo scopo di diminuire i costi di gestione e degli affitti: un solo direzionale, oltre all’attuale sede del Municipio di piazza Grande, che avrebbe sostituito le sedi di proprietà in via Santi 40 e in via San Cataldo, oltre quelle in locazione in via Santi 60, in via Costa e in via Galaverna.

Il confronto tra le condizioni economiche proposte dai partecipanti al bando e quelle degli attuali affitti pagati dal Comune, però, non soddisfa i criteri introdotti, a procedura già in corso, con la Legge di stabilità del 2012 che, oltre a impedire di fatto l’acquisto di un immobile a questo scopo, consente la sottoscrizione di un contratto di locazione passiva solo se permette di acquisire, a condizioni più vantaggiose, la disponibilità di locali in sostituzione di quelli dismessi. Ma le cifre valutate delle due proposte, che comprendevano anche una quota per acquisirne successivamente la proprietà nell’arco di vent’anni, sono superiori a ciò che spende attualmente il Comune per gli affitti: un milione e 736 mila euro.

In seguito al bando erano state avanzate due proposte: da Numeria sgr un’ampia porzione del direzionale Manfredini, in via Corassori; dal raggruppamento di imprese costituito da Agorà 5, Insula e Cesa un edificio di nuova realizzazione già in programma nell’area dell’ex Mercato bestiame di via Canaletto. Per entrambe, dopo averne valutato i requisiti, si era aperta la fase di approfondimento sugli aspetti economici: una ventina di sedute della commissione tecnica con sopralluoghi e un’approfondita istruttoria su costi di gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria. Il risultato è che la proposta di Numeria sgr per il Manfredini è stata valutata più conveniente di quella dell’ex Mercato bestiame, ma entrambe superiori al costo attuale sostenuto dal Comune.

Il costo annuale, iva compresa, per il Manfredini, infatti, sarebbe stato di circa un milione e 900 mila euro, con una parte imputata a quota prezzo in vista dell’ipotesi di acquisto nell’arco di vent’anni della parte di immobile interessata, per un costo totale, senza Iva, di circa 31 milioni e 400 mila euro. L’edificio all’ex Mercato bestiame, invece, avrebbe avuto un costo complessivo di acquisto di 32 milioni di euro (senza Iva) e un costo annuo di un milione e 936 mila euro annui (Iva compresa) con modalità diverse per l’eventuale acquisizione dell’immobile.

 

“RAZIONALIZZARE, MA CON AFFITTI”

L’assessore al Patrimonio Fabio Poggi commenta l’esito della procedura: “Perseguiamo percorso, ma con le nuove norme si deve lavorare sulle locazioni”

“La razionalizzazione delle sedi comunali rimane un obiettivo da perseguire, ma in questa fase la strada dovrà essere quella della rinegoziazione degli affitti o dell’individuazione di nuove soluzioni, sempre comunque in affitto”. Lo afferma l’assessore al Patrimonio Fabio Poggi commentando l’esito della procedura tecnica che ha sancito come nessuna delle due proposte avanzate in seguito al bando possa essere presa in considerazione dal Comune per realizzarvi il nuovo direzionale.

“Il lavoro della commissione – spiega Poggi – è stato meticoloso e prezioso, ma il nuovo quadro normativo nazionale, non consentendo di fatto le acquisizioni, ci impedisce di portare a termine il mandato del Consiglio comunale. Nei prossimi giorni approfondiremo i risultati e la prospettiva è quella di tornare al più presto in Consiglio per chiedere un nuovo mandato che confermi l’obiettivo di razionalizzare l’organizzazione delle sedi comunali ma facendo leva, necessariamente, sullo strumento delle locazioni attraverso una ricognizione delle opportunità disponibili sul mercato da realizzarsi entro tre mesi. Nel frattempo, comunque, una ricontrattazione degli affitti attuali – annuncia Poggi – ha permesso di ottenere un’ulteriore riduzione dei costi annui che passeranno da un milione e 736 mila euro e circa un milione e 600 mila”.

L’esigenza del Comune è quella di una superficie lorda di 15 mila metri quadri e netta, calpestabile, di almeno 11.500 per ospitare servizi e uffici che oggi sono collocati in cinque sedi: le torri di via Santi 40 e di via Santi 60, gli edifici in via San Cataldo, via Costa e via Galaverna.